Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino.
Piano
Territoriale di Coordinamento.
Oggetto: Nota informativa circa le modalità di pubblicazione sul B.U.R.
dello schema del P.T.C. adottato dal
Consiglio Provinciale con deliberazione n.74/98.
PREMESSO CHE in data 13 luglio 1998, con deliberazione n.74, il
Consiglio della Provincia di Pesaro e Urbino ha provveduto alla prima adozione,
ai sensi dell'art.25 della legge regionale 5 agosto 1992, dello schema di Piano
Territoriale di Coordinamento (P.T.C.) costituito dai seguenti elaborati:
- Note introduttive al PTC e Regole e criteri per la coopianificazione
(elaborato n. 0);
- Atlante della Matrice socio-economica (elaborato n. 1);
- Atlante della Matrice Ambientale (elaborato n. 2);
- Atlante della Matrice insediativo- infrastrutturale (elaborato n. 3);
- Atlante della mobilità e del Trasporto Pubblico (allegato n. 3.1);
- Documento di indirizzi in materia di Pianificazione Urbanistica - criteri
per l'adeguamento dei PRG al P.P.A.R. e per la definizione del progetto
urbanistico" e relativi allegati (elaborato n. 4).
VISTO il parere del Servizio Legislativo e Affari Istituzionali della
Giunta della Regione Marche dell'11.08.1998, prot. n.420, concernente le
modalità di pubblicazione nel B.U.R. dello schema di P.T.C. adottato
dalla provincia di Pesaro e Urbino, che qui di seguito si riporta:
"Il Segretario della Giunta Regionale chiede a questo Servizio legislativo
di esprimere un parere in ordine alle modalità di pubblicazione nel
Bollettino Ufficiale della Regione dello schema di Piano Territoriale di
Coordinamento adottato dalla Provincia di Pesaro e Urbino e, in particolare, di
indicare quali parti dello stesso vadano pubblicate nel B.U.R., alla luce di
quanto disposto dall'art. 25 della L.R. 5.8.1992, n. 34.
...OMISSIS...
Da quanto stabilito dall'art. 25 risulta che la pubblicazione nel B.U.R. ed
il deposito presso le sedi degli Enti Territoriali dello schema di P.T.C. sono
richiesti al fine di permettere a tutti coloro che possono esprimere pareri ed
osservazioni di avere piena conoscenza del Piano Territoriale e,
conseguentemente, anche al fine di stabilire una data certa per la decorrenza
del termine concesso a tale scopo.
Pertanto la pubblicazione ed il deposito costituiscono due fasi inscindibili
dell'unico procedimento rivolto alla piena conoscenza del Piano Territoriale di
Coordinamento, i cui effetti si completano a vicenda.
Il comma 2 dell'art. 25 della L.R. n. 34/1992 impone la pubblicazione
nell'apposito supplemento del B.U.R. dello "schema del P.T.C." e non della sola
delibera di adozione. Nel B.U.R., conformemente alla sua natura di giornale
ufficiale destinato alla pubblicazione di atti normativi, sentenze,
provvedimenti vari e circolari (vedi art. 3 del Regolamento regionale n. 36 del
16.08.1994) devono essere pertanto pubblicate, a parere di questo Servizio, la
delibera di adozione del P.T.C., la parte normativa ed illustrativa dello
stesso, fatta eccezione per tutte le tavole e gli elaborati grafici che invece
vanno depositati presso le sedi degli Enti Territoriali, a libera visione del
pubblico.
In tal modo il disposto della legge viene rispettato, dato che dalla
pubblicazione e dal deposito così effettuati si potrà avere da
parte di chiunque la piena conoscenza dei contenuti del P.T.C.
Lo schema di P.T.C. adottato dalla Provincia di Pesaro e Urbino, come
risulta dal contenuto della deliberazione del Consiglio Provinciale n. 74 del
13.7.1998 con la quale è stato adottato, si compone di cinque
elaborati.
Di questi, in base a quanto esposto sopra e fatti salvi gli specifici
approfondimenti di merito di competenza della Provincia, dovrebbero essere
pubblicati nel B.U.R., oltre alla delibera di adozione, l'elaborato n. "0) Note
introduttive al P.T.C. e regole e criteri per la copianificazione" e
l'elaborato n. "4) Documenti di indirizzi in materia di Pianificazione
Urbanistica", depositando l'intero schema del Piano (comprensivo delle copie
autentiche delle parti pubblicate nel B.U.R.) presso le sedi della Provincia,
dei Comuni e delle Comunità Montane compresi nel territorio
provinciale.
....OMISSIS...".
CONSIDERATO altresì che gli Atlanti della Matrice
socio-economica, della Matrice ambientale, della matrice
insediativo-infrastrutturale, della mobilità e del trasporto pubblico
locale sono caratterizzati da elaborati cartografici che, se ridotti,
risulterebbero illeggibili, NE VIENE PERTANTO OMESSA LA PUBBLICAZIONE SUL
B.U.R. E PER LA RELATIVA CONSULTAZIONE SI DOVRÀ FARE RIFERIMENTO
ALLA COPIA A COLORI DEPOSITATA, ai sensi dell'art.25 comma 2 della L.R.34/92,
PRESSO LA SEDE DELLA PROVINCIA, DEI COMUNI E DELLE COMUNITÀ MONTANE
DELLA PROVINCIA DI PESARO E URBINO, nonché, considerata
l'opportunità di una più ampia informazione, anche presso la sede
della Provincia di Ancona e della Regione Marche.
RITENUTO, tuttavia, opportuno fornire un quadro sintetico della
struttura complessiva dello schema di P.T.C. anche relativamente agli elaborati
non pubblicati, si riporta qui di seguito un indice degli stessi:
ATLANTE DELLA MATRICE SOCIO ECONOMICA (Elaborato n. 1)
(L'atlante della matrice socio-economica si articola in 21 tavole, di seguito
elencate; ad ogni tavola è allegata una nota descrittiva ed una tabella
contenente dati statistici comunali relativi al tematismo trattato. L'Atlante
contiene inoltre, in allegato, una scheda articolata per ambiti comunali
relativa ai dati socio-demografici e patrimonio abitativo 1981 - 1991 ed una
scheda articolata per ambiti intercomunali relativa alle previsioni
socio-demografiche e patrimonio abitativo 1991-2006 ).
INDICE DELLE TAVOLE
1 - Densita' popolazione residente (ab/kmq) - censimento 1991
2 - Popolazione residente - censimenti 1981-1991 - variazione%
3 - Tasso migratorio - censimenti 1981-1991
4 - Indice di vecchiaia - censimento 1991
5 - Variazione della consistenza del patrimonio edilizio abitativo -
censimenti 1981-1991
6 - Popolazione accentrata nei centri e nuclei > 200 abit. - censimenti
1971-1981-1991
7 - Patrimonio edilizio abitativo sparso non occupato - censimento 1991
8 - Popolazione residente in condizione professionale per settori produttivi
settore primario - censimento 1991
9 - Popolazione residente in condizione professionale per settori produttivi
settore secondario - censimento 1991
10 - Popolazione residente in condizione professionale per settori produttivi
settore terziario - censimento 1991
11 - Tasso di occupazione - censimento 1991
12 - Addetti in attivita' extra-agricole su occupati - censimento 1991
13 - Addetti al tessile e abbigliamento sul totale addetti al settore
manifatturiero - censimento 1991
14 - Addetti nell'industria del legno e nella fabbricazione del mobilio sul
totale addetti settore manufatturiero - censimento 1991 -
15 - Addetti al commercio sul totale degli addetti al terziario - censimento
1991
16 - Dimensioni medie delle aziende agricole (ha) - censimento 1991
17 - Aziende agricole condotte a tempo parziale - censimento 1991
18 - Popolazione attiva in condizione professionale nel settore primario con
eta' magg. 55 anni - censimento 1991
19 - Popolazione residente 1991-1996 - variazione %
20 - Programmi comunitari e patti territoriali
21- Comuni e centri montani soggetti agli incentivi ed agevolazioni agli artt.
15/16/17 della L.r. 35/97
ATLANTE DELLA MATRICE AMBIENTALE (Elaborato n. 2)
( L'Atlante della matrice ambientale è costituito da elaborati
cartografici tematici accompagnati ciascuno da una scheda descrittiva che si
conclude con specifici riferimenti sia alle "ricadute operative" che agli
"indirizzi normativi" da recepire e definire in sede di elaborazione dei P.R.G.
comunali. Di seguito si riporta l'indice delle schede e dei relativi elaborati
cartografici ).
INDICE DELLE SCHEDE E DEI RELATIVI ELABORATI CARTOGRAFICI :
1 - VINCOLI AMBIENTALI E STORICI SOVRAOR-DINATI
1A Aree sottoposte a vincolo idrogeologico ( R.D.L. 3267/23 )
1B Aree sottoposte a vincolo paesistico - ambientale ( L. 1497/39 )
2 - RISORSE GEOLOGICHE, GEOMORFOLOGICHE ED IDROGEOLOGICHE
2A Geologia
2B Rischio sismico
2C Pericolosità di aree soggette a fenomeni franosi
2D Emergenze Geologiche e Geomorfologiche individuate dal P.P.A.R.
2E Emergenze Idrogeologiche: vulnerabilità dei corpi idrici sotterranei
2F Pericolosità da esondazione
2G Acclività
2H Acque minerali : Risorse e disponibilità
3 - RISORSE BOTANICO-VEGETAZIONALI E FAUNISTICHE
3A Emergenze botanico - vegetazionali individuate dal P.P.A.R.
3B Demanio forestale ed Aree floristiche
3C Copertura dei suoli
3D Oasi faunistiche ed Aree Bioitaly
3E Parchi e Riserve naturali, aree fluviali e parchi urbano-territoriali
4 - RISORSE STORICO-CULTURALI
4A Edifici, manufatti e nuclei storici extraurbani di rilevanza provinciale
4B Aree e beni archeologici di rilevanza provinciale
5 - MATRICE AMBIENTALE
5A La matrice ambientale di progetto
ATLANTE DELLA MATRICE INSEDIATIVO- INFRASTRUTTURALE (Elaborato n.
3)
(L'Atlante della matrice insediativo-infrastrutturale è costituito da
elaborati cartografici tematici accompagnati ciascuno da una scheda
descrittiva che si conclude con specifici riferimenti sia alle "ricadute
operative" che agli "indirizzi normativi" da recepire e definire in sede di
elaborazione dei P.R.G. comunali. Di seguito si riporta l'indice delle schede e
dei relativi elaborati cartografici).
INDICE DELLE SCHEDE E DEI RELATIVI ELABORATI CARTOGRAFICI:
6 - SISTEMA DELLA MOBILITÀ
6A Stato di fatto del sistema della mobilità
6B Quadro delle ipotesi progettuali preesistenti delle grandi infrastrutture
viarie
6C Stato di fatto della viabilità costiera e previsioni dei P.R.G.
7 - SISTEMA DELLE RETI E DEGLI IMPIANTI TECNOLOGICI ED ENERGETICI
7A Depuratori e qualità biologica dei fiumi
7B Impianti per la produzione di energia elettrica e rete per il trasporto
7C Reti degli acquedotti intercomunali
7D Reti di metanizzazione
7E Smaltimento dei rifiuti
8 - SISTEMA DELLE FUNZIONI STRUTTURANTI
8A Popolazione accentrata nei centri e nuclei >200 ab.
(Censimenti 1971/1981/1991)
8B Struttura insediativa
8C L'Università di Urbino
8D Strutture commerciali
8E Strutture turistico-ricettive
8F Strutture scolastiche
8G Strutture sanitarie
8H Strutture e impianti sportivi
8I Attività estrattive
9 - MATRICE INSEDIATIVO- INFRASTRUTTURA-LE
9A - La matrice insediativo-infrastrutturale di progetto
ATLANTE DELLA MOBILITA' E DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE (Elaborato n. 3 -
All.1)
(L'atlante della mobilità e del trasporto pubblico locale si articola in
46 tavole, di seguito elencate; ad ogni tavola è allegata una nota
descrittiva ed una tabella contenente dati statistici comunali relativi al
tematismo trattato).
INDICE DELLE TAVOLE
PARTE I: ANALISI DELLE CARATTERISTICHE DI MOBILITà PER OGNI COMUNE
Tav I - Struttura della Mobilità rispetto alla Popolazione Residente
Tav II - Composizione degli Arrivi per ogni Comune
Tav III - Composizione delle Partenze per ogni Comune
Tav IV - Composizione percentuale degli spostamenti per mezzo di trasporto
Tav V - Composizione percentuale degli spostamenti per durata temporale
Tav VI - Indice di attrazione dei Comuni - dati Istat 1991
Tav VII - Indice di attrazione dei Comuni 1981-1991
PARTE II: ANALISI DELLE DIRETTRICI DEGLI SPOSTAMENTI O/D
Tav VIII - Spostamenti interni alle aree territoriali
Tav IX - Origini dalla Comunità Montana Valmarecchia verso gli altri
Comuni
Tav X - Destinazioni nella Comunità Montana Alta Valmarecchia dagli
altri Comuni della Regione
Tav XI - Origini dalla Comunità Montana del Montefeltro verso gli altri
Comuni
Tav XII - Destinazioni nella Comunità Montana del Montefeltro dagli
altri Comuni della Regione
Tav XIII - Origini dalla Comunità Montana Alto e Medio Metauro verso gli
altri Comuni
Tav XIV - Destinazioni nella Comunità Montana Alto e Medio Metauro dagli
altri Comuni della Regione
Tav XV - Origini dalla Comunità Montana Catria e Nerone verso gli altri
Comuni
Tav XVI - Destinazioni nella Comunità Montana del Catria e Nerone dagli
altri Comuni della Regione
Tav XVII - Origini dalla Comunità Montana Catria e Cesano verso gli
altri Comuni
Tav XVIII - Destinazioni nella Comunità Montana del Catria e Cesano
dagli altri Comuni della Regione
Tav XIX - Origini dalla Comunità Montana del Metauro verso gli altri
Comuni
Tav XX - Destinazioni nella Comunità Montana del Metauro dagli altri
Comuni della Regione
Tav XXI - Origini dalla Comunità Montana ex-Associazione dei Comuni
n°3 verso gli altri Comuni
Tav XXII - Destinazioni nell'area ex-Associazione dei Comuni n°3 dagli
altri Comuni della Regione
Tav XXIII - Origini dalla Comunità Montana ex-Associazione dei Comuni
n°4 verso gli altri Comuni
Tav XXIV - Destinazioni nell'area ex-Associazione dei Comuni n°4 dagli
altri Comuni della Regione
Tav XXV - Origini dal Comune di Fano verso gli altri Comuni
Tav XXVI - Destinazioni nel Comune di Fano dagli altri Comuni della Regione
Tav XXVII - Origini dal Comune di Urbino verso gli altri Comuni
Tav XXVIII - Destinazioni nel Comune di Urbino dagli altri Comuni della
Regione
Tav XXIX - Origini dal Comune di Pesaro verso gli altri Comuni
Tav XXX - Destinazioni nel Comune di Pesaro dagli altri Comuni della Regione
PARTE III: ANALISI DELLE CARATTERISTICHE DEGLI SPOSTAMENTI O/D
Tav XXXI - Matrice O/D degli spostamenti per motivo di studio
Tav XXXII - Matrice O/D degli spostamenti per motivo di lavoro
Tav XXXIII - Matrice O/D degli spostamenti per mezzo di trasporto: AUTO
Tav XXXIV - Matrice O/D degli spostamenti per mezzo di trasporto: BUS pubblico
o aziendale
Tav XXXV - Matrice O/D degli spostamenti per mezzo di trasporto: TRENO
ANALISI DELL'OFFERTA DEL SERVIZIO DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE EXTRAURBANO
Tav XXXVI - Linee di Trasporto Pubblico Locale di concessione regionale e
statale
Tav XXXVII - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano di concessione
regionale che transitano per le località considerate "PUNTI DI SCAMBIO"
dal P.R.T.
Tav XXXVIII - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per
il Comune di Fano
Tav XXXIX - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per
il Comune di Urbino
Tav XL - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per il
Comune di Pesaro
Tav XLI - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per il
Comune di Urbania
Tav XLII - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per il
Comune di Cagli
Tav XLIII - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per
il Comune di Fossombrone
Tav XLIV - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per il
Comune di Pergola
Tav XLV - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per il
Comune di Novafeltria
Tav XLVI - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per la
località di Montecchio.
VISTO l'art.25 comma 2 della L.R. 5 agosto 1992 n.34, lo schema del
Piano Territoriale di Coordinamento adottato dalla Provincia di Pesaro e Urbino
con atto consiliare n.74 del 13 luglio 1998 viene PUBBLICATO,
limitatamente alla suddetta deliberazione consiliare, all'elaborato n.0
"Note introduttive al P.T.C. e Regole e criteri per la copianificazione" e
all'elaborato n.4 " Documento di indirizzi in materia di Pianificazione
Urbanistica - criteri per l'adeguamento dei PRG al P.P.A.R. e per la
definizione del progetto urbanistico" e relativi allegati, in apposito
supplemento del bollettino ufficiale della Regione Marche.
VISTO l'art.25 comma 2 della L.R. 5 agosto 1992 n.34, lo schema del
Piano Territoriale di Coordinamento adottato dalla Provincia di Pesaro e Urbino
con atto consiliare n.74 del 13 luglio 1998 verrà altresì
DEPOSITATO, corredato di tutti i suoi elaborati costitutivi,
presso la sede della Provincia di Pesaro e Urbino, di tutti i Comuni e le
Comunità Montane della medesima Provincia, nonché,
considerata l'opportunità di una più ampia informazione, anche
presso la sede della Provincia di Ancona e della Regione Marche.
Ai sensi del combinato disposto dell'art.25 comma 3 e dell'art.22 comma 4 le
amministrazioni pubbliche, gli organismi sindacali e professionali
nonché gli enti od associazioni possono presentare alla Provincia di
Pesaro e Urbino, osservazioni in merito allo schema di P.T.C. adottato,
entro sessanta (60) giorni dalla pubblicazione sul supplemento del
bollettino ufficiale della Regione Marche, e dai depositi predetti.
Si precisa che, non comportando lo schema di P.T.C. adottato dal Consiglio
Provinciale di Pesaro e Urbino, la diretta imposizione di vincoli per i
privati, NON SONO AMMISSIBILI LE OSSERVAZIONI DEI SOGGETTI PRIVATI di
cui al combinato disposto dell'art.25 comma 3 e dell'art.23 comma 1 della
L.R.34/92.
IL SEGRETARIO GENERALE
(Dott. Michele Pretolani)
ESTRATTO DI DELIBERAZIONE CONSILIARE
n. 74 del 13/07/98
Art. 25 L.R. 34/92 - Prima adozione dello schema di Piano territoriale di
Coordinamento (PTC).
(Entrano i Consiglieri Sigg. Caraducci Gerardo, Mengucci Marzio, Corbelli
Silvio e Clini Claudio, Fiorenzo. Sono presenti n. 27 Consiglieri).
Viene sottoposta all'esame del Consiglio Provinciale la seguente proposta di
deliberazione:
IL CONSIGLIO PROVINCIALE
Visto l'art. 15 della legge 8/6/1990, n. 142 che assegna alla Provincia compiti
di programmazione e, in particolare, quelli di predisporre e adottare il Piano
Territoriale di Coordinamento;
Visto l'art. 25 della Legge Reg. 5/8/1992, n. 34 che disciplina il procedimento
di formazione e di pubblicazione del P.T.C.;
Visto lo schema di Piano Territoriale redatto dall'Ufficio Urbanistica con la
collaborazione di vari consulenti esterni;
Vista la seguente relazione del Dirigente del Servizio Urbanistica della
Provincia ove è dato conto, della struttura che ha operato per la
redazione del Piano, della partecipazione alla elaborazione dello stesso, di
Comuni e Comunità Montane, degli obiettivi generali e dell'articolazione
degli elaborati.
"La struttura operativa
Il presente Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Pesaro e
Urbino è stato redatto dagli Uffici dell'Ente con la consulenza
generale del Prof. Arch. Giuseppe Campos Venuti, la consulenza operativa del
Prof. Arch. Federico Oliva, coadiuvati dagli archh. Paolo Galuzzi e
Piergiorgio Vitillo, e con la collaborazione specialistica di esperti nel
settore quali:
-i Proff. Paolo Leon e Riccardo Mazzoni per l'inquadramento socio-economico;
-la Dott.ssa Claudia Paci per lo studio del sistema dei trasporti della
Provincia;
-l'Università di Urbino - Istituto di Idrogeologia (resp. Prof. Mariano
Didiero) per l'elaborazione di uno studio concernente la definizione di criteri
di salvaguardia delle emergenze idrogeologiche del territorio provinciale;
-l'Arch. Marco Tamino per la redazione di studi ed analisi
urbanistico-territoriali relativi alla conurbanizzazione della Bassa Valle del
Foglia;
-l'Università di Urbino - Centro ricerche e studio dei beni culturali
marchigiani (resp. Prof. Mario Luni) per la redazione della carta archeologica
dell'area costiera provinciale e gli approfondimenti sulle emergenze
archeologiche provinciali;
-il Dott. Carlo Urbinati per la revisione del documento di definizione della
metodologia per le indagini botanico-vegetazionali da effettuarsi in sede di
adeguamento dei P.R.G. al P.P.A.R.;
-lo Studio Tecnico Associato Natur Project per una consulenza generale,
l'acquisizione e la fornitura di documentazione conoscitiva relativamente alle
attività estrattive.
In data 30.9.96 con disposizione dirigenziale n. 2671/B, è stata
istituita, all'interno del Servizio Urbanistica e Beni Ambientali, l'U.O.C.
Pianificazione e Sistema Informativo Urbanistico Territoriale con responsabile
l'Ing. Mauro Moretti, che, insieme agli altri Uffici del Servizio ed all'Ing.
Alberto Paccapelo del Servizio progettazione strade, ha completato gli aspetti
analitici del Piano e prodotto, in un rapporto di stretta collaborazione sia
con il Dirigente di Servizio Arch. Roberto Biagianti che con i consulenti Prof.
Arch. Giuseppe Campos Venuti e Prof. Arch. Federico Oliva, le sintesi
necessarie per la definizione degli elaborati definitivi da sottoporre
all'adozione del Consiglio Provinciale ed avviare così la fase della sua
pubblicazione per giungere poi alla sua approvazione definitiva secondo le
procedure fissate dalla L.R. 34/92.
Per pubblicizzare i risultati delle analisi e poi del progetto preliminare sono
state promosse alcune iniziative pubbliche, di cui fra le più
significative citiamo quelle effettuatesi:
* il 13.3.95 presso la sala consiliare dell'Amministrazione Provinciale per
presentare e discutere le linee programmatico-metodologiche sulla cui base si
è preceduto alla redazione del Piano terrotoriale di Coordinamento;
* il 30.11.95 per la presentazione dei risultati della prima fase di
inquadramento socio-economico dei Proff. Leon e Mazzoni;
* il 9.12.96 in sede di Consiglio Provinciale monotematico, per la
presentazione dei primi elaborati analitici del Piano e per un aggiornamento
dello stato dei Lavori;
* il 22.05.97 per la presentazione del "Documento di indirizzi in materia
di pianificazione urbanistica: criteri per l'adeguamento dei P.R.G. al P.P.A.R.
e per la definizione del progetto urbanistico", approvato poi dopo ampia
consultazione, dal Consiglio Provinciale il 21.07,97 con delibera n. 76;
* con il seguente calendario:
- 08.04.98 - C.M. Alto e Medio Metauro - Urbania;
- 15.04.98 - C.M. Alta Val Marecchia - Novafeltria;
- 20.04.98 - C.M. del Metauro - Fossombrone;
- 21.04.98 - Comune di Pesaro e Comuni dell'ex-associazione intercomunale;
- 22.04.98 - C.M. del Montefeltro - Carpegna;
- 27.04.98 - C.M. del Catria e Nerone - Cagli;
- 28.04.98 - Comune di Fano e Comuni dell'ex-associazione intercomunale;
- 29.04.98 - C.M. del Catria e Cesano - Pergola;
per le presentazioni della bozza del preliminare del P.T.C. e prime
consultazioni con i Sindaci, i Presidenti di C.M. ed i relativi tecnici di
tutti i Comuni della Provincia;
* il 22.05.98 per la convocazione della Conferenza delle Autonomie.
Particolarmente utile per gli Uffici è stato inoltre il proficuo e
costante rapporto di verifica e confronto sviluppatosi con la V Commissione
Consiliare dell'Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino.
Gli obiettivi generali
Nella Regione Marche sono ormai più di cinque anni che le Province hanno
competenza piena in materia di approvazione degli strumenti urbanistici
comunali; sono circa dieci anni che è in vigore il P.P.A.R., a cui
ancora molti P.R.G. comunali devono adeguarsi; sono decenni che i Comuni
operano in Urbanistica senza alcun riferimento sovracomunale, né
indirizzi omogenei su contenuti, obiettivi e metodi.
Tali premesse evidenziano l'importanza di mettere a regime uno strumento di
riferimento che ufficializzi per la prima volta scelte, indirizzi, norme e
regole di comportamento condivise finalizzate al conseguimento di alcuni primi
obiettivi comuni.
Stante la situazione pregressa di assenza di quadri di riferimento
sovracomunali e stante la necessità di indirizzare quanto prima le forme
spontanee dello sviluppo in atto verso i binari dell'ordine, razionalità
e compatibilità ambientale, si è ritenuto di non vincolare la
redazione del primo P.T.C. ad una stesura onnicomprensiva ed esaustiva, sia a
livello di analisi che di progetto, relativamente all'insieme delle
problematiche che hanno ricaduta e valenza territoriale.
Abbiamo pertanto predisposto uno strumento il più possibile semplice, ma
allo stesso tempo non banale, che risultasse di facile lettura e comprensione
anche e soprattutto per i non addetti ai lavori e funzionale al proseguimento
dei seguenti principali obiettivi:
1) costruzione di "quadro conoscitivo generale" sulle peculiarità e
caratteristiche della realtà provinciale vista sotto gli aspetti
socio-economici, ambientali ed inseditivo-infrastrutturali a supporto sia, dei
"tavoli della concertazione programmatica interistituzionale", sia per
valutare, in sede di esame dei P.R.G., l'attendibilità e gli effetti a
livello sovracomunale delle scelte urbanistiche significative formulate dai
singoli comuni;
2) definizione di indirizzi generali di riferimento per la redazione dei P.R.G.
al fine sia di garantire un livello minimo di comunicabilità dei
linguaggi e di coerenza degli approcci motodologici, sia di sviluppare una
cultura urbanistica locale condivisa e diffusa;
3) individuazione di "unità minime di riferimento intecomunale"
finalizzate all'autocoordinamento urbanistico per le scelte che per dimensione
e natura non si esauriscono all'interno dei singoli territori comunali e che
comunque non assurgono a dimensione di rilievo provinciale;
4) proposizione della "matrice ambientale" di rilievo provinciale su cui
concentrare non solo attenzioni di tutela passiva, ma sviluppare anche e
soprattutto azioni e progetti di valorizzazione e riqualificazione;
5) proposizione di un "modello di organizzazione" delle reti dei collegamenti,
dei poli e delle aree centrali sulla cui base misurare e calibrare nel tempo le
scelte programmatiche strutturanti il territorio provinciale;
6) proposizione degli "scenari di riferimento" per il dimensionamento dei
P.R.G. come contributo metodologico per proiettare le legittime aspirazioni di
sviluppo insediativo verso ipotesi ragionevoli e motivate;
7) proposizione di procedure semplificate per l'approvazione degli strumenti
urbanistici comunali tramite proposte di modifica della Legge Urbanistica
Regionale.
L'articolazione e gli elaborati
Nel suo sviluppo il Piano Territoriale di Coordinamento, come già
specificato nell'introduzione dei Proff. Arch. G. Campos Venuti e F. Oliva, si
articola fondamentalmente seguendo la scansione dei sistemi strutturanti il
territorio nel suo complesso: sistema socio-economico, sistema ambientale e
sistema insediativo-infrastrutturale.
Per facilitare la lettura del complesso degli elementi conoscitivi prodotti e
dell'insieme delle proposte formulate è stata adottata la soluzione di
sintetizzare gli aspetti salienti del lavoro, in tre "Atlanti" (1- Matrice
socio-economica; 2- Matrice ambientale; 3- Matrice
insediativo-infrastrutturale) nei quali i contenuti del P.T.C. si sviluppano
come un "racconto" lineare dove i vari episodi che lo scandiscono sono comunque
sempre logicamente interrelati sia nella loro rappresentazione letterale che
cartografica.
Tale rappresentazione del P.T.C. ci è sembrata utile per rispondere alla
duplice esigenza di avere da un lato un documento facilmente "manovrabile" ed
integrabile con le nuove acquisizioni ed approfondimenti che nel tempo saranno
prodotti, dall'altro uno strumento di immediata accessibiltà e
comprensione, all'insegna del diritto alla chiarezza e trasparenza di cui
troppo spesso gli strumenti urbanistici in genere difettano.
A tale supporto di detti "Atlanti" è stato prodotto un importante
documento che fà parte integrante del P.T.C., dal titolo "Documento di
indirizzi in materia di pianificazione urbanistica: criteri per l'adeguamento
dei P.R.G. al P.P.A.R. e per la definizione del progetto
urbanistico"."
Ritenuto che lo schema di P.T.C. in esame sia stato redatto nel pieno rispetto
delle indicazioni contenute nell'art. 15, comma 2, della legge 8.6.1990 n. 142
e abbia avuto la più ampia partecipazione dei Comuni e delle
Comunità urbane della Provincia come richiesto dall'art. 21 comma 8,
della Legge Regionale 5.8.1992 n, 34;
Ritenuto quindi di deliberare l'adozione secondo la procedura prevista
dall'art. 25 della L.R. n. 34 citata;
Visto il parere di regolarità tecnica reso dal Dirigente del Servizio
Urbanistica Dott. Arch. Roberto Biagianti;
Visto l'art. 32, comma 2 lett. b) della legge 8.6.1990 n. 142
DELIBERA
I) Di adottare lo schema di Piano Territoriale di Coordinamento corredato dai
seguenti elaborati che, allegati al presente atto, ne costituiscano parte
integrante:
0) Note introduttive al P.T.C. e regole e criteri per la copianificazione;
1) Atlante della matrice socio-economica;
2) Atlante della matrice ambientale;
3) Atlante della matrice insediativo-infrastrutturale;
3.1) Atlante della mobilità e del trasporto pubblico locale;
4) Documento di indirizzi in materia di pianificazione urbanistica.
II) Di pubblicare il presente schema di P.T.C. nel Bollettino Ufficiale della
Regione Marche e di depositarlo presso la Sede della Provincia, in tutti i
Comuni della Provincia e in tutte le Comunità Montane della
Provincia.
III) Di trasmettere il presente schema di P.T.C. alla Conferenza Provinciale
delle Autonomie per il parere prescritto dall'art. 25, comma 3, della Legge
Regionale n. 34/92.
IV) Le Amministrazioni Pubbliche , gli organismi sindacali e professionali
nonché gli Enti ed Associazioni possono presentare osservazioni alla
Giunta Provinciale entro 60 giorni dalla Pubblicazione e depositi predetti.
V) Di precisare che non comportando la presente bozza di P.T.C. la diretta
imposizione di vincoli, non sono ammissibili le osservazioni dei soggetti
privati di cui all'art. 23, comma 1, della L.R. 34/92.
Conclusasi la discussione generale, il cui resoconto integrale, così
come trascritto dalla registrazione magnetica, verrà conservato in
fascicolo, il Presidente informa che, a norma dell'art. 80 del regolamento del
Consiglio, durante la discussione sono stati presentati per iscritto n. 14
emendamenti e un ordine del giorno.
Dà quindi inizio alla discussione relativamente alle proposte di
emendamento secondo l'ordine di presentazione.
I Consiglieri firmatari delle proposte di emendamento dichiarano di non dover
ulteriormente illustrare gli emendamenti stessi avendolo già fatto
ampiamente in sede di discussione generale.
(Escono i Consiglieri Sigg. Isotti Manuela, Montanari Maria Pia e Olivieri
Sauro. Sono presenti n. 24 Consiglieri)
Si procede pertanto alla votazione sulle singole proposte di emendamento.
EMENDAMENTO N. 1 - primo firmatario Pierugo Boni.
"Regole e criteri per la pianificazione - elaborato "0" punto 7, lettera "B"
"
Eliminare la frase che inizia con le parole "Sono specificatamente soggetti
agli accordi..." e termina con le parole "... di smaltimento di rifiuti".
Voti favorevoli n. 8
Voti contrari n... 16
Respinto.
(Rientra il Consigliere Sig.ra Montanari. Sono presenti n. 25 Consiglieri).
EMENDAMENTO N. 2 - primo firmatario Pierugo Boni.
"Regole e criteri per la pianificazione - elaborato "0" - punto 8, ultimo
capoverso".
Eliminare l'ultimo capoverso che inizia con le parole "le aree elementari..." e
finisce con le parole "...ad essi confinanti"
Voti favorevoli n. 9
Voti contrari n. 16
Respinto.
EMENDAMENTO N. 3 - primo firmatario Pierugo Boni.
"Documento di indirizzi in materia di pianificazione urbanistica - elaborato
"4" - pagina 45".
Eliminare il primo capoverso che inizia con le parole "le zone e i contesti..."
e finisce con le parole "... esigenze di sviluppo".
Voti favorevoli n. 25
Voti contrari nessuno.
Approvato all'unanimità.
EMENDAMENTO N. 4 - primo firmatario Pierugo Boni.
"Documento di indirizzi in materia di pianificazione urbanistica - elaborato
"4" - pagina 71".
a) Dividere l'unità elementare minima n. 1 in due unità
corrispondenti ai Comuni di Casteldelci, Pennabilli e Sant'Agata Feltria ed ai
Comuni di Maiolo, Novafeltria, San Leo e Talamello.
b) Dividere l'unità elementare minima n. 9 separando il Comune di
Fermignano dai Comuni di Urbino e Petriano.
Su richiesta dei Consiglieri Vicini e Marchi viene posto in votazione
distintamente per la parte relativa ai Comuni della Valmarecchia da quella
relativa agli altri Comuni.
La votazione relativa alla parte "a)" (Comuni della Valmarecchia) dà il
seguente esito:
Voti favorevoli n. 11
Voti contrari n. 14
La votazione relativa alla parte "b" (comuni di Fermignano, Urbino e Petriano)
dà il seguente esito:
Voti favorevoli n. 9
Voti contrari n. 16
Emendamento respinto.
(Rientra il Consigliere Sig. Olivieri Sauro ed escono i Consiglieri Sigg.
Mengucci Marzio e Coraducci Gerardo. Sono presenti n. 24 Consiglieri).
EMENDAMENTO N. 5 - primo firmatario Pierugo Boni.
"Sistema mobilità tavola 6C - elaborato "3"
matrice insediamento infrastrutturale - tavola 9A"
Ripristinare il punto 6C (stato di fatto della viabilità costiera e
previsioni dei PRG) e le previsioni della tavola 9A relativamente alla
circonvallazione del Comune di Pesaro, come era stato indicato dai medesimi
documenti datati settembre 97 prima dell'aggiornamento datato maggio e giugno
98.
Su questa proposta di emendamento si apre un'ampia discussione dalla quale
emerge che la modifica dell'elaborato grafico 9A del settembre 97 si è
resa necessaria a seguito della mutata decisione del Comune di Pesaro che ha
ridimensionato il progetto iniziale di circonvallazione.
Il Consigliere Boni integra quindi la sua proposta di emendamento con la
seguente frase:
"Precisando che la circonvallazione del Comune di Pesaro si intende modificata
rispetto alla tavola 9A originaria del settembre 97 con il tratto "bivio
Trebbiantico - Bettola - Strada Statale Adriatica".
Il Presidente della Provincia Bernardini afferma che per quanto riguarda la
cosiddetta circonvallazione di Pesaro, che tale non è perché si
tratta di strada comunale interquartieri, il P.T.C. la indica fino
all'incrocio con la Montelabbatese perché le riconosce una valenza
strategica. Per quanto riguarda invece il tratto tra la Montelabbatese e il
Fosso Sejore che non è indicato, propone che venga indicato con un segno
tratteggiato di colore diverso dall'arancione, seguendo all'incirca la
viabilità esistente e precisando che detto percorso sarà oggetto
di progettazione da concertare.
L'emendamento Boni, integrato, posto in votazione, viene respinto come segue:
Voti favorevoli n. 8
Voti contrari n. 14
Astenuti n. 2
L'emendamento Bernardini (n. 5 bis), posto ai voti, viene invece approvato come
segue: Voti favorevoli n. 13
Voti contrari n. 1
Astenuti n. 10
EMENDAMENTO N. 6 - primo firmatario Colucci.
"Elaborato 0 - Regole e criteri per la coopianificazione. Punto 6
Efficacia".
Stralciare alla fine del punto "sin dalla sua adozione"
A tale emendamento viene abbinato altro emendamento di contenuto analogo
presentato dai consiglieri Marchi e Vicini.
Dopo discussione, riconosciuto che le norme di salvaguardia scattano comunque
dall'adozione del P.T.C. in effetto dell'art. 38 della legge regionale n.
34/92, i proponenti decidono di ritirare gli emendamenti.
(Escono i Consiglieri Sigg. Battistini Ennio, Marchi Dante e Ucchielli Palmiro.
Sono presenti n. 21 Consiglieri)
EMENDAMENTO N. 7 - Primo firmatario Colucci.
Elaborato 0 - Regole e criteri per la coopianificazione. Punto 7.
Attuazione.
Sostituire la parola "omogeneità" con la parola
"compatibilità".
Viene approvato all'unanimità dai 21 Consiglieri presenti e votanti.
EMENDAMENTO N. 8 - Primo firmatario Colucci.
Elaborato 0 - Regole e criteri per la coopianificazione. Punto 7.
Attuazione.
Aggiungere dopo "criteri": "sia rispetto ad autonomi processi progettuali,
non in contrasto con gli indirizzi fondamentali del P.T.C.".
Viene approvato all'unanimità dai 21 Consiglieri presenti e votanti.
EMENDAMENTO N. 9 - Primo firmatario Colucci.
Elaborato 0 - Regole e criteri per la coopianificazione.
Venga redatto un capitolo "Termini e definizioni" in quanto, essendo nel
campo urbanistico molti termini di uso corrente utilizzati con significati
specifici o ristretti rispetto alla vasta gamma delle definizioni date dal
vocabolario, vi è la assoluta necessità di chiarire e unificare i
termini fondamentali che si applicano nel P.T.C..
L'emendamento viene ritirato.
(Rientra il Consigliere Marchi Dante. Sono presenti n. 22 Consiglieri).
EMENDAMENTI N. 10 E N. 11 - Primo firmatario Colucci.
I due emendamenti vengono votati insieme trattandosi di una modifica
terminologica.
4.1.1. Le nuove costruzioni - Volumi (pag. 73)
4.1.2. Le nuove costruzione - Ubicazione (pag. 73)
Sostituire la parola "dovranno" con la parola "dovrebbero"
I due emendamenti vengono approvati all'unanimità dai 22 Consiglieri
presenti e votanti.
(Rientra il Consigliere Sig. Ucchielli Palmiro. Sono presenti n. 23
Consiglieri).
EMENDAMENTO N. 12 - Primo firmatario Colucci.
Elaborato 4 - Indirizzi per la disciplina degli interventi di
trasformazione del territorio.
Ove si parla di impermeabilizzazione del terreno, occorre precisare che la
stessa andrà rapportata alla natura dei terreni e delle falde.
L'emendamento viene approvato all'unanimità dai 23 consiglieri presenti
e votanti.
EMENDAMENTO N. 13 - Primo firmatario Colucci.
Elaborato 0 - Regole e criteri per la coopianificazione.
Punto 5 - Caratteri e contenuti della disciplina del PTC.
Stralciare alla fine del punto "purché questi risultino
inequivocabilmente più funzionali a perseguire una più elevata
qualità progettuale complessiva sia a livello di rappresentazione e
leggibilità sia a livello di risultato".
Voti favorevoli n. 19
Voti contrari n. 4
Approvato.
EMENDAMENTO N. 14 - Primo firmatario Borra.
Tavola 9A dell'Atlante n. 3.
Ripristino del tracciato della variante che bypassa il centro abitato di Rio
Salso così come era previsto nella tavola 9A della prima bozza del
P.T.C..
Approvato all'unanimità dai 23 Consiglieri presenti e votanti.
A questo punto il Presidente Sorcinelli invita a dare lettura della proposta di
ordine del giorno presenta dai gruppi di maggioranza. Vi provvede il Presidente
della Provincia Bernardini. L'ordine del giorno recita:
L'INFLUENZA DELLA FISCALITA' NELLE POLITICHE URBANISTICHE,
NECESSITA' DI STRUMENTI DI PEREQUAZIONE.
Una delle questioni poco analizzate nella pianificazione urbanistica è
l'intreccio formidabile che esiste tra le questioni urbanistiche, le questioni
tributarie, un intreccio ancora non pienamente compreso per i problemi ed i
limiti che pone alla programmazione territoriale di area vasta.
In alcune situazioni gli oneri di urbanizzazione, il contributo di costruzione
e l'ICI rappresentano il 40-45% delle entrate comunali e, a queste,
vanno aggiunte le entrate conseguenziali come la tassa di raccolta di
smaltimento dei rifiuti solidi e urbani, il canone per la raccolta e
depurazione delle acque e addizionali su IREP e sull'energia elettrica.
Nonostante si debba ritenere che l'evasione dell'ICI per le aree fabbricabili
sia molto consistente, queste fonti sono la base sostanziale degli investimenti
di un comune e spesso anche delle loro politiche di spesa corrente,
esemplificativamente sono state valutate le situazioni di alcuni comuni a
campione della provincia con circa 4000 abitanti e si è notato che a
parità di aliquota tra un comune a forte sviluppo e un comune a medio
sviluppo solo per l'ICI la differenza di entrate annue può arrivare a
circa 1.000.000.000.
E' evidente pertanto che tasse e tributi comunali hanno un loro consistente
peso nel determinare la volontà di incrementare le superfici destinate
ad espansione urbanistica, a questi vantaggi vanno aggiunte le conseguenze
favorevoli determinate dall'afflusso di popolazione giovane con quanto questa
provoca di indotto sulle attività commerciali e produttive.
E' estremamente difficile quindi chiedere, in presenza dell'attuale regime
delle entrate, ad un comune, collocato in un'area potenzialmente in sviluppo,
di contenere le espansioni, sia che la richiesta venga formulata per
necessità di riequilibrio territoriale che di salvaguardia ambientale in
nome di non si sa quale vantaggio futuro, va quindi valutato con grave
preoccupazione il fatto che le entrate di fiscalità sono quasi
esclusivamente riferite alla questione della casa, della edificazione, delle
costruzioni.
Se si vuole attuare una seria politica di pianificazione di area vasta risulta
pertanto evidente la necessità di trovare strumenti di compensazione
anche perché normalmente i comuni più sacrificati sono quelli che
si devono far carico del mantenimento e della sorveglianza di notevoli aree di
valore naturale o di un consistente patrimonio storico artistico, anche se
esistono evidenti limiti oggettivi al riequilibrio di natura
giuridico-istituzionali legati all'autonomia finanziari dei comuni, ai vincoli
di destinazione di legge su alcune fonti di entrata comunale (come le entrate
per oneri di urbanizzazione) o ai limiti costituzionali al potere legislativo
regionale in materia tributaria.
In primo luogo pertanto sarebbe auspicabile una revisione nazionale del sistema
della fiscalità che renda più indifferente le scelte di politiche
di sviluppo rispetto alle entrate comunali in secondo luogo si chiede che venga
potenziata la consistenza degli attuali trasferimenti del fondo di perequazione
degli squilibri della fiscalità locale.
Sollevare queste questioni in sede di adozione di PTC è doveroso per
l'influenza che le questioni legate alla fiscalità hanno nelle scelte
urbanistiche anche se ci rendiamo conto che è sicuramente un tema che
dovrà essere approfondito con analisi più puntuali; la Conferenza
Provinciale delle Autonomie oltre che il Consiglio Provinciale rappresentano le
giuste sedi in cui attivare tale riflessione e confronto con tutto il sistema
delle autonomie.
Pertanto
IL CONSIGLIO PROVINCIALE
invita il Parlamento italiano a considerare le indicazioni sopra riportate in
sede di rivisitazione del sistema tributario locale affinché le scelte
urbanistiche di area vasta non siano più pregiudizievoli per le risorse
finanziarie degli Enti Locali."
Dopo la lettura si passa alla votazione.
L'ordine del giorno viene approvato come segue:
Voti favorevoli n. 22
Astenuti n. 1
(In precedenza sono entrati i Consiglieri Sigg. Coraducci Gerardo, Mengucci
Marzio, Corbelli Silvio e Clini Claudio Fiorenzo e sono usciti i Consiglieri
Sigg. Isotti Manuela, Battistini Ennio, Mengucci Marzio e Coraducci Gerardo.
Sono presenti n. 23 Consiglieri).
Infine il Presidente Sorcinelli pone in votazione la proposta di adozione dello
Schema di P.T.C. modificato con riferimento agli emendamenti accolti nn. 3.
5bis, 7, 8, 10 e 11, 12, 13 e 14.
La votazione dà il seguente esito:
Consiglieri presenti e votanti n. 23
Voti favorevoli n. 16
Voti contrari n. 7
Il Presidente proclama approvata la deliberazione e, quindi, adottato lo schema
di P.T.C..
NOTE INTRODUTTIVE AL P.C.T.
E REGOLE E CRITERI PER LA
COOPIANIFICAZIONE
PREMESSA
Dott. Pier Damiano Mandelli
Al di là degli indirizzi e delle scelte che il presente P.T.C. propone,
sui cui contenuti in sede di pubblicazione potranno essere proposte le
integrazioni e le ridefinizioni ritenute necessarie, risulta comunque evidente
il valore che esso rappresenta non solo come momento di lettura sintetica e
complessiva dei multiformi aspetti che contraddistinguono le specificità
delle nostre realtà territoriali, ma anche come esperienza di lavoro che
ha coinvolto direttamente la gran parte degli Uffici provinciali in una
proficua dimensione di confronto ed elaborazione culturale interdisciplinare ed
intersettoriale.
E' già questo senza dubbio un primo importante risultato conseguito, che
ci rassicura rispetto anche ai significativi ruoli di indirizzo e coordinamento
che la Provincia, quale Ente intermedio, sarà sempre più chiamata
a svolgere.
RELAZIONE INTRODUTTIVA
di Giuseppe Campos Venuti e Federico Oliva
La costruzione di un PTCP "strutturale"
Nei primi documenti programmatici di impostazione del PTCP veniva definito un
modello di piano provinciale come possibile incrocio tra una componente
strutturale (ambiente) e una componente programmatica (insediamenti
e infrastrutture).
Infatti, il PTCP nasce da un lato come risposta alla domanda di scelte
strategiche, strutturali, di lunga prospettiva e dall'altro a quelle realmente
ipotizzabili e concretamente operabili da selezionare tra quelle proposte o
rivendicate, sulla base delle potenzialità finanziarie effettivamente
spendibili e/o prefigurabili nel tempo, intorno alle quali far confluire la
discussione e poi la decisione di enti e istituzioni pubbliche e degli stessi
operatori privati. Perché sia così possibile stabilire un quadro
di riferimento certo, all' interno del quale collocare le diverse scelte
specifiche individuali e collettive. E da questo punto di vista il PTCP deve
rispondere alla sua componente programmatica.
Dall' altro lato, invece, il PTCP, strumento individuato per la pianificazione
di area vasta, deve soddisfare la domanda sempre più pressante di
criteri inderogabili di carattere ambientale; criteri che non siano stabiliti
caso per caso - o magari a posteriori limitandosi ad utilizzare
esclusivamente la Valutazione di Impatto Ambientale-, ma che condizionino a
priori con i propri contenuti ecologici, l' intero sistema degli
interventi sul territorio, rappresentando così i punti fissi, un
sistema di invarianti e quindi la componente ambientale del
PTCP.
Insomma da una parte le scelte temporali, prioritarie, nel tempo finanziabili
per massimizzare l'efficienza funzionale sul territorio e dall' altra parte le
scelte atemporali, aprioristiche, condizionanti per garantire la qualità
ambientale sul territorio.
La forma strutturale del PTCP era stata confermata dal documento dell'INU per
la riforma urbanistica ("La riforma urbanistica: i principi e le regole",
novembre 1995) e ancora più esplicitamente dall'ultimo documento
dell'Istituto ("La nuova legge urbanistica: Indirizzi per la riforma del
processo di pianificazione della città e del territorio", novembre
1997). Da questi emerge un modello di PTCP praticabile ed equilibrato, fatto di
indicazioni operative in grado di incidere effettivamente sulla pianificazione
dei Comuni.
L'approccio strutturale del PTCP era peraltro stato ampiamente confermato
nell'introduzione al "Documento di indirizzi in materia di pianificazione
urbanistica: criteri per l'adeguamento dei PRG al PPAR e per la definizione del
progetto urbanistico" (marzo 1997), in cui veniva ipotizzato un PTCP
organizzato su sistemi strutturali:
- il sistema infrastrutturale (per il quale fornire indicazioni
programmatiche e concretamente fattibili);
- il sistema ambientale (che determina le invarianti strutturali di
progetto e i vincoli ambientali atemporali non indenizzabili);
- il sistema insediativo (definito all'interno della strumentazione
urbanistica comunale, da articolare attraverso gli indirizzi forniti per i
piani locali).
Viene in questo modo delineato e proposto un PTCP con caratteri strutturali che
non determina vincoli (eccetto quelli ambientali), non garantisce diritti
individuali, non ha effetti diretti di conformazione delle proprietà, si
attua in generale attraverso le procedure della copianificazione e della
gestione urbanistica ordinaria.
Il livello di piano provinciale dovrebbe quindi rappresentare un elemento di
semplificazione dell'intero sistema di pianificazione, territorializzando gli
indirizzi regionali di programmazione e alleggerendo il piano comunale da tutti
i compiti di cui il piano comunale si è fatto impropriamente carico in
questi anni e che non ha mai potuto effettivamente gestire. La vera
semplificazione che il PTCP può garantire è legata al principio e
alla pratica della copianificazione, finalizzata a coinvolgere nel processo
tutti gli enti pubblici, le aziende e i differenti soggetti che hanno un ruolo
istituzionale nella trasformazione e gestione del territorio.
La copianificazione diventa quindi il principale strumento dell'attuazione del
PTCP. Un ruolo determinante nella gestione del piano provinciale sarà
quindi svolto dai servizi della programmazione e della pianificazione della
Provincia, che dovrà sempre più attrezzarsi per svolgere
compiutamente questo compito.
I caratteri strutturali del PTCP
Gli elaborati del Preliminare evidenziano chiaramente la forma strutturale del
PTCP precedentemente illustrata, e presentano alcuni aspetti peculiari e
innovativi, che a nostro parere caratterizzano il piano della Provincia di
Pesaro e Urbino.
a) il PTCP è presentato sotto forma di tre Atlanti, che esaminano e
sviluppano gli aspetti socio - economici, ambientali ed
insediativo-infrastrutturali della realtà provinciale; ad essi è
connesso il "Documento di indirizzi in materia di pianificazione urbanistica"
che costituisce la base d'appoggio del sistema progettuale del Piano.
b) Ogni Atlante si compone di tavole tematiche e per la maggior parte di queste
vengono illustrati la descrizione del tematismo, le ricadute
operative dello stesso e gli indirizzi normativi e
gestionali.
E' in questo modo proposta la revisione della tradizionale struttura dei piani,
articolata nelle tre parti fondamentali rappresentate dalla relazione, dalla
cartografia e dalle norme di attuazione, ripresa dal modello "storico" del
piano comunale.
Il piano provinciale non si struttura quindi con una specifica relazione
descrittiva delle proposte, con cartografie che riportano l'esito finale delle
trasformazioni possibili, con norme di attuazione che dispongono le regole o le
prescrizioni delle trasformazioni. La strumentazione del piano viene
complessivamente suddivisa fra condizioni prescrittive dirette, determinate
prevalentemente dalla componente ambientale del piano e indirizzi programmatici
indiretti, relativi sostanzialmente al sistema infrastrutturale e
insediativo.
Per ogni tematismo vengono individuati contenuti, obiettivi, ricadute e regole
per la sua gestione nel processo di pianificazione, indicando le procedure da
seguire, le amministrazioni, gli enti e le aziende da coinvolgere nella
copianificazione.
Il PTCP modifica infine i rapporti fra la pianificazione provinciale, i piani
comunali, i differenti livelli di governo del territorio.
Per quanto riguarda il rapporto tra il PTCP e i PRG, vengono delineati:
a) la semplificazione del sistema analitico dei piani: le analisi e le
conoscenze prodotte dal PTCP rendono infatti meno oneroso (anche dal punto di
vista finanziario) il lavoro preparatorio dei PRG, oltre a determinare un
approccio omogeneo alle problematiche, che garantisce da un lato il
coordinamento della Provincia, dall'altro la possibilità di una
istruttoria rapida ed efficace dei piani.
b) la totale autonomia delle scelte che competono ai Comuni, per dare una
risposta vera e coerente al principio di sussidiarietà: la Provincia
interviene infatti solo per le problematiche di propria competenza; per il
resto, sia che riguardi il livello comunale, sia il livello regionale, il PTCP
propone una soluzione, da gestire con le procedure della copianificazione (come
ad esempio le "aree da assoggettare a iniziative concertate di
programmazione").
Per quanto riguarda il rapporto tra il PTCP e i differenti livelli di governo
del territorio, vengono in particolare delineati:
a) il consolidamento del ruolo programmatorio e non pianificatorio delle scelte
della Regione, come testimoniato dai recenti documenti del Piano di
Inquadramento Territoriale (PIT) della Regione ("Forma, contenuti, metodologia
di elaborazione", luglio 1997).
b) il recepimento di indicazioni generali per il sistema infrastrutturale di
rilevanza nazionale e regionale (come ad esempio il "corridoio adriatico" e la
la stessa Fano -Grosseto);
c) il perfezionamento e il dettaglio, ad una scala maggiormente appropriata,
delle scelte del Piano Paesistico Provinciale Ambientale Regionale.
Queste sono le caratteristiche principali ed i contenuti disciplinari
innovativi espressi dal Preliminare di PTC, che potranno essere approfonditi e
dettagliati nell'importante fase di verifica che si apre con la sua adozione e
conseguente pubblicazione.
CONSIDERAZIONI PRELIMINARI
di Roberto Biagianti
La struttura operativa
Il presente Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Pesaro e
Urbino è stato redatto dagli Uffici dell'Ente con la consulenza generale
del Prof. Arch. Giuseppe Campos Venuti, la consulenza operativa del Prof. Arch.
Federico Oliva, coadiuvati dagli archh. Paolo Galuzzi e Piergiorgio Vitillo, e
con la collaborazione specialistica di esperti nel settore quali:
- i Proff. Paolo Leon e Riccardo Mazzoni per l'inquadramento
socio-economico;
- la Dott.ssa Claudia Paci per lo studio del sistema dei trasporti della
Provincia;
- l'Università di Urbino - Istituto di Idrogeologia (resp. Prof. Mariano
Didero) per l'elaborazione di uno studio concernente la definizione di criteri
di salvaguarda delle emergenze idrogeologiche del territorio provinciale;
- l'Arch. Marco Tamino per la redazione di studi ed analisi
urbanistico-territoriali relativi alla conurbanzione della Bassa Valle del
Foglia;
- l'Università di Urbino - Centro ricerche e studio dei beni culturali
marchigiani (resp. Prof. Mario Luni) per la redazione della carta archeologica
dell'area costiera provinciale e gli approfondimenti sulle emergenze
archeologiche provinciali;
- il Dott. Carlo Urbinati per la revisione del documento di definizione della
metodologia per le indagini botanico-vegetazionali da effettuarsi in sede di
adeguamento dei P.R.G. al P.P.A.R.;
- lo Studio Tecnico Associato Natur Project per una consulenza generale,
l'acquisizione e la fornitura di documentazione conoscitiva relativamente alle
attività estrattive.
In data 30.9.96 con disposizione dirigenziale n. 2671/B, è stata
istituita, all'interno del Servizio Urbanistica e Beni Ambientali, l'U.O.C.
Pianificazione e Sistema Informativo Urbanistico Territoriale con responsabile
l'Ing. Mauro Moretti, che, insieme agli altri Uffici del Servizio ed all'Ing.
Alberto Paccapelo del Servizio progettazione strade, ha completato gli aspetti
analitici del Piano e prodotto, in un rapporto di stretta collaborazione sia
con il sottoscritto che con i consulenti Prof. Arch. Giuseppe Campos Venuti e
Prof. Arch. Federico Oliva, le sintesi necessarie per la definizione degli
elaborati definitivi da sottoporre all' adozione del Consiglio Provinciale ed
avviare così la fase della sua pubblicazione per giungere poi alla sua
approvazione definitiva secondo le procedure fissate dalla L.R. 34/92.
Per pubblicizzare i risultati delle analisi e poi del progetto preliminare sono
state promosse alcune iniziative pubbliche, di cui fra le più
significative citiamo quelle effettuatesi:
* il 13.3.95 presso la sala consiliare dell'Amministrazione Provinciale
per presentare e discutere le linee programmatico-metodologiche sulla cui base
si è preceduto alla redazione del Piano Territoriale di
Coordinamento;
* il 30.11.95 per la presentazione dei risultati della prima fase di
inquadramento socio-economico dei Proff. Leon e Mazzoni;
* il 9.12.96 in sede di Consiglio Provinciale monotematico, per la
presentazione dei primi elaborati analitici del Piano e per un aggiornamento
dello stato dei lavori;
* il 22.05.97 per la presentazione del "Documento di indirizzi in materia
di pianificazione urbanistica: criteri per l'adeguamento dei P.R.G. al P.P.A.R.
e per la definizione del progetto urbanistico", approvato poi, dopo ampia
consultazione, dal Consiglio Provinciale il 21.07.97 con delibera n. 76;
* con il seguente calendario :
- 8.04.98 - C.M. Alto e Medio Metauro - Urbania;
- 15.04.98 - C.M. Alta Val Marecchia - Novafeltria;
- 20.04.98 - C.M. del Metauro - Fossombrone;
- 21.04.98 - Comune di Pesaro e Comuni dell'ex-associazione intercomunale;
- 22.04.98 - C.M. del Montefeltro - Carpegna;
- 27.04.98 - C.M. del Catria e Nerone - Cagli;
- 28.04.98 - Comune di Fano e Comuni dell'ex-associazione intercomunale;
- 29.04.98 - C.M. del Catria e Cesano - Pergola;
per le presentazioni della bozza del preliminare del P.T.C. e prime
consultazioni con i Sindaci, i Presidenti di C.M. ed i relativi tecnici di
tutti i Comuni della Provincia;
* il 22.05.98 per la convocazione della Conferenza delle Autonomie.
Particolarmente utile per gli Uffici è stato inoltre il proficuo e
costante rapporto di verifica e confronto sviluppatosi con la V Commissione
Consiliare dell'Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino.
Gli obiettivi generali
Nella Regione Marche sono ormai più di cinque anni che le Province hanno
competenza piena in materia di approvazione degli strumenti urbanistici
comunali; sono circa dieci anni che è in vigore il P.P.A.R., a cui
ancora molti P.R.G. comunali devono adeguarsi; sono decenni che i Comuni
operano in urbanistica senza alcun riferimento sovracomunale, nè
indirizzi omogenei su contenuti, obiettivi e metodi.
Tali premesse evidenziano l'importanza di mettere a regime uno strumento di
riferimento che ufficializzi per la prima volta scelte, indirizzi, norme e
regole di comportamento condivise finalizzate al conseguimento di alcuni primi
obiettivi comuni.
Stante la situazione pregressa di assenza di quadri di riferimento
sovracomunali e stante la necessità di indirizzare quanto prima le forme
spontanee dello sviluppo in atto verso i binari dell'ordine, razionalità
e compatibilità ambientale, si è ritenuto di non vincolare la
redazione del primo P.T.C. ad una stesura onnicomprensiva ed esaustiva, sia a
livello di analisi che di progetto, relativamente all'insieme delle
problematiche che hanno ricaduta e valenza territoriale.
Abbiamo pertanto predisposto uno strumento il più possibile semplice, ma
allo stesso tempo non banale, che risultasse di facile lettura e comprensione
anche e soprattutto per i non addetti ai lavori e funzionale al perseguimento
dei seguenti principali obiettivi:
1) costruzione di "quadro conoscitivo generale" sulle peculiarità e
caratteristiche della realtà provinciale vista sotto gli aspetti
socio-economici, ambientali ed inseditivo-infrastrutturali a supporto sia, dei
"tavoli della concertazione programmatica interistituzionale", sia per
valutare, in sede di esame dei P.R.G., l'attendibilità e gli effetti a
livello sovracomunale delle scelte urbanistiche significative formulate dai
singoli comuni;
2) definizione di indirizzi generali di riferimento per la redazione dei
P.R.G. al fine sia di garantire un livello minimo di comunicabilità dei
linguaggi e di coerenza degli approcci metodologici, sia di sviluppare una
cultura urbanistica locale condivisa e diffusa;
3) individuazione di "unità minime di riferimento intercomunale"
finalizzate all'autocoordinamento urbanistico per le scelte che per dimensione
e natura non si esauriscono all'interno dei singoli territori comunali e che
comunque non assurgono a dimensione di rilievo provinciale;
4) proposizione della "matrice ambientale" di rilievo provinciale su cui
concentrare non solo attenzioni di tutela passiva, ma sviluppare anche e
soprattutto azioni e progetti di valorizzazione e riqualificazione;
5) proposizione di un "modello di organizzazione" delle reti dei collegamenti,
dei poli e delle aree centrali sulla cui base misurare e calibrare nel tempo le
scelte programmatiche strutturanti il territorio provinciale;
6) proposizione degli "scenari di riferimento" per il dimensionamento dei
P.R.G. come contributo metodologico per proiettare le legittime aspirazioni di
sviluppo insediativo verso ipotesi ragionevoli e motivate;
7) proposizione di procedure semplificate per l'approvazione degli strumenti
urbanistici comunali tramite proposte di modifica della legge urbanistica
regionale.
L'articolazione e gli elaborati
Nel suo sviluppo il Piano Territoriale di Coordinamento, come già
specificato nell'introduzione dei Proff. Archh. G. Campos Venuti e F. Oliva, si
articola fondamentalmente seguendo la scansione dei sistemi strutturanti il
territorio nel suo complesso: sistema socio-economico, sistema ambientale e
sistema insediativo-infrastrutturale.
Per facilitare la lettura del complesso degli elementi conoscitivi prodotti e
dell'insieme delle proposte formulate è stata adottata la soluzione di
sintetizzare gli aspetti salienti del lavoro, in tre "Atlanti" (1- Matrice
socio-economica; 2- Matrice ambientale ; 3- Matrice
insediativo-infrastrutturale) nei quali i contenuti del P.T.C. si sviluppano
come un "racconto" lineare dove i vari episodi che lo scandiscono sono comunque
sempre logicamente interrelati sia nella loro rappresentazione letterale che
cartografica.
Tale rappresentazione del P.T.C. ci è sembrata utile per rispondere alla
duplice esigenza di avere da un lato un documento facilmente "manovrabile" ed
integrabile con le nuove acquisizioni ed approfondimenti che nel tempo saranno
prodotti, dall'altro uno strumento di immediata accessibilità e
comprensione, all'insegna del diritto alla chiarezza e trasparenza di cui
troppo spesso gli strumenti urbanistici in genere difettano.
A supporto di detti "Atlanti" è stato prodotto un importante documento
che fà parte integrante del P.T.C., dal titolo "Documento di indirizzi
in materia di pianificazione urbanistica: criteri per l'adeguamento dei P.R.G.
al P.P.A.R. e per la definizione del progetto urbanistico".
Inoltre è da evidenziare che a corredo dei documenti di Piano sopradetti
sono state prodotte proposte di modifica sia del Regolamento Edilizio Tipo
regionale sia della L.R. 34/92 "Norme in materia urbanistica, paesaggistica e
di assetto del territorio", non solo per semplificare e razionalizzarne in
prima istanza i contenuti, ma anche per renderli più aderenti ai
concetti di autonomia e sussidiarietà nel frattempo maturati.
