Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino.
Piano Territoriale di Coordinamento.

Oggetto: Nota informativa circa le modalità di pubblicazione sul B.U.R. dello schema del P.T.C. adottato dal
Consiglio Provinciale con deliberazione n.74/98.
PREMESSO CHE in data 13 luglio 1998, con deliberazione n.74, il Consiglio della Provincia di Pesaro e Urbino ha provveduto alla prima adozione, ai sensi dell'art.25 della legge regionale 5 agosto 1992, dello schema di Piano Territoriale di Coordinamento (P.T.C.) costituito dai seguenti elaborati:
- Note introduttive al PTC e Regole e criteri per la coopianificazione (elaborato n. 0);
- Atlante della Matrice socio-economica (elaborato n. 1);
- Atlante della Matrice Ambientale (elaborato n. 2);
- Atlante della Matrice insediativo- infrastrutturale (elaborato n. 3);
- Atlante della mobilità e del Trasporto Pubblico (allegato n. 3.1);
- Documento di indirizzi in materia di Pianificazione Urbanistica - criteri per l'adeguamento dei PRG al P.P.A.R. e per la definizione del progetto urbanistico" e relativi allegati (elaborato n. 4).
VISTO il parere del Servizio Legislativo e Affari Istituzionali della Giunta della Regione Marche dell'11.08.1998, prot. n.420, concernente le modalità di pubblicazione nel B.U.R. dello schema di P.T.C. adottato dalla provincia di Pesaro e Urbino, che qui di seguito si riporta:
"Il Segretario della Giunta Regionale chiede a questo Servizio legislativo di esprimere un parere in ordine alle modalità di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione dello schema di Piano Territoriale di Coordinamento adottato dalla Provincia di Pesaro e Urbino e, in particolare, di indicare quali parti dello stesso vadano pubblicate nel B.U.R., alla luce di quanto disposto dall'art. 25 della L.R. 5.8.1992, n. 34.
...OMISSIS...
Da quanto stabilito dall'art. 25 risulta che la pubblicazione nel B.U.R. ed il deposito presso le sedi degli Enti Territoriali dello schema di P.T.C. sono richiesti al fine di permettere a tutti coloro che possono esprimere pareri ed osservazioni di avere piena conoscenza del Piano Territoriale e, conseguentemente, anche al fine di stabilire una data certa per la decorrenza del termine concesso a tale scopo.
Pertanto la pubblicazione ed il deposito costituiscono due fasi inscindibili dell'unico procedimento rivolto alla piena conoscenza del Piano Territoriale di Coordinamento, i cui effetti si completano a vicenda.
Il comma 2 dell'art. 25 della L.R. n. 34/1992 impone la pubblicazione nell'apposito supplemento del B.U.R. dello "schema del P.T.C." e non della sola delibera di adozione. Nel B.U.R., conformemente alla sua natura di giornale ufficiale destinato alla pubblicazione di atti normativi, sentenze, provvedimenti vari e circolari (vedi art. 3 del Regolamento regionale n. 36 del 16.08.1994) devono essere pertanto pubblicate, a parere di questo Servizio, la delibera di adozione del P.T.C., la parte normativa ed illustrativa dello stesso, fatta eccezione per tutte le tavole e gli elaborati grafici che invece vanno depositati presso le sedi degli Enti Territoriali, a libera visione del pubblico.
In tal modo il disposto della legge viene rispettato, dato che dalla pubblicazione e dal deposito così effettuati si potrà avere da parte di chiunque la piena conoscenza dei contenuti del P.T.C.
Lo schema di P.T.C. adottato dalla Provincia di Pesaro e Urbino, come risulta dal contenuto della deliberazione del Consiglio Provinciale n. 74 del 13.7.1998 con la quale è stato adottato, si compone di cinque elaborati.
Di questi, in base a quanto esposto sopra e fatti salvi gli specifici approfondimenti di merito di competenza della Provincia, dovrebbero essere pubblicati nel B.U.R., oltre alla delibera di adozione, l'elaborato n. "0) Note introduttive al P.T.C. e regole e criteri per la copianificazione" e l'elaborato n. "4) Documenti di indirizzi in materia di Pianificazione Urbanistica", depositando l'intero schema del Piano (comprensivo delle copie autentiche delle parti pubblicate nel B.U.R.) presso le sedi della Provincia, dei Comuni e delle Comunità Montane compresi nel territorio provinciale.
....OMISSIS...".
CONSIDERATO altresì che gli Atlanti della Matrice socio-economica, della Matrice ambientale, della matrice insediativo-infrastrutturale, della mobilità e del trasporto pubblico locale sono caratterizzati da elaborati cartografici che, se ridotti, risulterebbero illeggibili, NE VIENE PERTANTO OMESSA LA PUBBLICAZIONE SUL B.U.R. E PER LA RELATIVA CONSULTAZIONE SI DOVRÀ FARE RIFERIMENTO ALLA COPIA A COLORI DEPOSITATA, ai sensi dell'art.25 comma 2 della L.R.34/92, PRESSO LA SEDE DELLA PROVINCIA, DEI COMUNI E DELLE COMUNITÀ MONTANE DELLA PROVINCIA DI PESARO E URBINO, nonché, considerata l'opportunità di una più ampia informazione, anche presso la sede della Provincia di Ancona e della Regione Marche.
RITENUTO, tuttavia, opportuno fornire un quadro sintetico della struttura complessiva dello schema di P.T.C. anche relativamente agli elaborati non pubblicati, si riporta qui di seguito un indice degli stessi:
ATLANTE DELLA MATRICE SOCIO ECONOMICA (Elaborato n. 1)
(L'atlante della matrice socio-economica si articola in 21 tavole, di seguito elencate; ad ogni tavola è allegata una nota descrittiva ed una tabella contenente dati statistici comunali relativi al tematismo trattato. L'Atlante contiene inoltre, in allegato, una scheda articolata per ambiti comunali relativa ai dati socio-demografici e patrimonio abitativo 1981 - 1991 ed una scheda articolata per ambiti intercomunali relativa alle previsioni socio-demografiche e patrimonio abitativo 1991-2006 ).
INDICE DELLE TAVOLE
1 - Densita' popolazione residente (ab/kmq) - censimento 1991
2 - Popolazione residente - censimenti 1981-1991 - variazione%
3 - Tasso migratorio - censimenti 1981-1991
4 - Indice di vecchiaia - censimento 1991
5 - Variazione della consistenza del patrimonio edilizio abitativo - censimenti 1981-1991
6 - Popolazione accentrata nei centri e nuclei > 200 abit. - censimenti 1971-1981-1991
7 - Patrimonio edilizio abitativo sparso non occupato - censimento 1991
8 - Popolazione residente in condizione professionale per settori produttivi settore primario - censimento 1991
9 - Popolazione residente in condizione professionale per settori produttivi settore secondario - censimento 1991
10 - Popolazione residente in condizione professionale per settori produttivi settore terziario - censimento 1991
11 - Tasso di occupazione - censimento 1991
12 - Addetti in attivita' extra-agricole su occupati - censimento 1991
13 - Addetti al tessile e abbigliamento sul totale addetti al settore manifatturiero - censimento 1991
14 - Addetti nell'industria del legno e nella fabbricazione del mobilio sul totale addetti settore manufatturiero - censimento 1991 -
15 - Addetti al commercio sul totale degli addetti al terziario - censimento 1991
16 - Dimensioni medie delle aziende agricole (ha) - censimento 1991
17 - Aziende agricole condotte a tempo parziale - censimento 1991
18 - Popolazione attiva in condizione professionale nel settore primario con eta' magg. 55 anni - censimento 1991
19 - Popolazione residente 1991-1996 - variazione %
20 - Programmi comunitari e patti territoriali
21- Comuni e centri montani soggetti agli incentivi ed agevolazioni agli artt. 15/16/17 della L.r. 35/97
ATLANTE DELLA MATRICE AMBIENTALE (Elaborato n. 2)
( L'Atlante della matrice ambientale è costituito da elaborati cartografici tematici accompagnati ciascuno da una scheda descrittiva che si conclude con specifici riferimenti sia alle "ricadute operative" che agli "indirizzi normativi" da recepire e definire in sede di elaborazione dei P.R.G. comunali. Di seguito si riporta l'indice delle schede e dei relativi elaborati cartografici ).
INDICE DELLE SCHEDE E DEI RELATIVI ELABORATI CARTOGRAFICI :
1 - VINCOLI AMBIENTALI E STORICI SOVRAOR-DINATI
1A Aree sottoposte a vincolo idrogeologico ( R.D.L. 3267/23 )
1B Aree sottoposte a vincolo paesistico - ambientale ( L. 1497/39 )
2 - RISORSE GEOLOGICHE, GEOMORFOLOGICHE ED IDROGEOLOGICHE
2A Geologia
2B Rischio sismico
2C Pericolosità di aree soggette a fenomeni franosi
2D Emergenze Geologiche e Geomorfologiche individuate dal P.P.A.R.
2E Emergenze Idrogeologiche: vulnerabilità dei corpi idrici sotterranei
2F Pericolosità da esondazione
2G Acclività
2H Acque minerali : Risorse e disponibilità
3 - RISORSE BOTANICO-VEGETAZIONALI E FAUNISTICHE
3A Emergenze botanico - vegetazionali individuate dal P.P.A.R.
3B Demanio forestale ed Aree floristiche
3C Copertura dei suoli
3D Oasi faunistiche ed Aree Bioitaly
3E Parchi e Riserve naturali, aree fluviali e parchi urbano-territoriali
4 - RISORSE STORICO-CULTURALI
4A Edifici, manufatti e nuclei storici extraurbani di rilevanza provinciale
4B Aree e beni archeologici di rilevanza provinciale
5 - MATRICE AMBIENTALE
5A La matrice ambientale di progetto
ATLANTE DELLA MATRICE INSEDIATIVO- INFRASTRUTTURALE (Elaborato n. 3)
(L'Atlante della matrice insediativo-infrastrutturale è costituito da elaborati cartografici tematici accompagnati ciascuno da una scheda descrittiva che si conclude con specifici riferimenti sia alle "ricadute operative" che agli "indirizzi normativi" da recepire e definire in sede di elaborazione dei P.R.G. comunali. Di seguito si riporta l'indice delle schede e dei relativi elaborati cartografici).
INDICE DELLE SCHEDE E DEI RELATIVI ELABORATI CARTOGRAFICI:
6 - SISTEMA DELLA MOBILITÀ
6A Stato di fatto del sistema della mobilità
6B Quadro delle ipotesi progettuali preesistenti delle grandi infrastrutture viarie
6C Stato di fatto della viabilità costiera e previsioni dei P.R.G.
7 - SISTEMA DELLE RETI E DEGLI IMPIANTI TECNOLOGICI ED ENERGETICI
7A Depuratori e qualità biologica dei fiumi
7B Impianti per la produzione di energia elettrica e rete per il trasporto
7C Reti degli acquedotti intercomunali
7D Reti di metanizzazione
7E Smaltimento dei rifiuti
8 - SISTEMA DELLE FUNZIONI STRUTTURANTI
8A Popolazione accentrata nei centri e nuclei >200 ab.
(Censimenti 1971/1981/1991)
8B Struttura insediativa
8C L'Università di Urbino
8D Strutture commerciali
8E Strutture turistico-ricettive
8F Strutture scolastiche
8G Strutture sanitarie
8H Strutture e impianti sportivi
8I Attività estrattive
9 - MATRICE INSEDIATIVO- INFRASTRUTTURA-LE
9A - La matrice insediativo-infrastrutturale di progetto
ATLANTE DELLA MOBILITA' E DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE (Elaborato n. 3 - All.1)
(L'atlante della mobilità e del trasporto pubblico locale si articola in 46 tavole, di seguito elencate; ad ogni tavola è allegata una nota descrittiva ed una tabella contenente dati statistici comunali relativi al tematismo trattato).
INDICE DELLE TAVOLE
PARTE I: ANALISI DELLE CARATTERISTICHE DI MOBILITà PER OGNI COMUNE
Tav I - Struttura della Mobilità rispetto alla Popolazione Residente
Tav II - Composizione degli Arrivi per ogni Comune
Tav III - Composizione delle Partenze per ogni Comune
Tav IV - Composizione percentuale degli spostamenti per mezzo di trasporto
Tav V - Composizione percentuale degli spostamenti per durata temporale
Tav VI - Indice di attrazione dei Comuni - dati Istat 1991
Tav VII - Indice di attrazione dei Comuni 1981-1991
PARTE II: ANALISI DELLE DIRETTRICI DEGLI SPOSTAMENTI O/D
Tav VIII - Spostamenti interni alle aree territoriali
Tav IX - Origini dalla Comunità Montana Valmarecchia verso gli altri Comuni
Tav X - Destinazioni nella Comunità Montana Alta Valmarecchia dagli altri Comuni della Regione
Tav XI - Origini dalla Comunità Montana del Montefeltro verso gli altri Comuni
Tav XII - Destinazioni nella Comunità Montana del Montefeltro dagli altri Comuni della Regione
Tav XIII - Origini dalla Comunità Montana Alto e Medio Metauro verso gli altri Comuni
Tav XIV - Destinazioni nella Comunità Montana Alto e Medio Metauro dagli altri Comuni della Regione
Tav XV - Origini dalla Comunità Montana Catria e Nerone verso gli altri Comuni
Tav XVI - Destinazioni nella Comunità Montana del Catria e Nerone dagli altri Comuni della Regione
Tav XVII - Origini dalla Comunità Montana Catria e Cesano verso gli altri Comuni
Tav XVIII - Destinazioni nella Comunità Montana del Catria e Cesano dagli altri Comuni della Regione
Tav XIX - Origini dalla Comunità Montana del Metauro verso gli altri Comuni
Tav XX - Destinazioni nella Comunità Montana del Metauro dagli altri Comuni della Regione
Tav XXI - Origini dalla Comunità Montana ex-Associazione dei Comuni n°3 verso gli altri Comuni
Tav XXII - Destinazioni nell'area ex-Associazione dei Comuni n°3 dagli altri Comuni della Regione
Tav XXIII - Origini dalla Comunità Montana ex-Associazione dei Comuni n°4 verso gli altri Comuni
Tav XXIV - Destinazioni nell'area ex-Associazione dei Comuni n°4 dagli altri Comuni della Regione
Tav XXV - Origini dal Comune di Fano verso gli altri Comuni
Tav XXVI - Destinazioni nel Comune di Fano dagli altri Comuni della Regione
Tav XXVII - Origini dal Comune di Urbino verso gli altri Comuni
Tav XXVIII - Destinazioni nel Comune di Urbino dagli altri Comuni della Regione
Tav XXIX - Origini dal Comune di Pesaro verso gli altri Comuni
Tav XXX - Destinazioni nel Comune di Pesaro dagli altri Comuni della Regione
PARTE III: ANALISI DELLE CARATTERISTICHE DEGLI SPOSTAMENTI O/D
Tav XXXI - Matrice O/D degli spostamenti per motivo di studio
Tav XXXII - Matrice O/D degli spostamenti per motivo di lavoro
Tav XXXIII - Matrice O/D degli spostamenti per mezzo di trasporto: AUTO
Tav XXXIV - Matrice O/D degli spostamenti per mezzo di trasporto: BUS pubblico o aziendale
Tav XXXV - Matrice O/D degli spostamenti per mezzo di trasporto: TRENO
ANALISI DELL'OFFERTA DEL SERVIZIO DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE EXTRAURBANO
Tav XXXVI - Linee di Trasporto Pubblico Locale di concessione regionale e statale
Tav XXXVII - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano di concessione regionale che transitano per le località considerate "PUNTI DI SCAMBIO" dal P.R.T.
Tav XXXVIII - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per il Comune di Fano
Tav XXXIX - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per il Comune di Urbino
Tav XL - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per il Comune di Pesaro
Tav XLI - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per il Comune di Urbania
Tav XLII - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per il Comune di Cagli
Tav XLIII - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per il Comune di Fossombrone
Tav XLIV - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per il Comune di Pergola
Tav XLV - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per il Comune di Novafeltria
Tav XLVI - Linee di Trasporto Pubblico Locale Extraurbano che transitano per la località di Montecchio.
VISTO l'art.25 comma 2 della L.R. 5 agosto 1992 n.34, lo schema del Piano Territoriale di Coordinamento adottato dalla Provincia di Pesaro e Urbino con atto consiliare n.74 del 13 luglio 1998 viene PUBBLICATO, limitatamente alla suddetta deliberazione consiliare, all'elaborato n.0 "Note introduttive al P.T.C. e Regole e criteri per la copianificazione" e all'elaborato n.4 " Documento di indirizzi in materia di Pianificazione Urbanistica - criteri per l'adeguamento dei PRG al P.P.A.R. e per la definizione del progetto urbanistico" e relativi allegati, in apposito supplemento del bollettino ufficiale della Regione Marche.
VISTO l'art.25 comma 2 della L.R. 5 agosto 1992 n.34, lo schema del Piano Territoriale di Coordinamento adottato dalla Provincia di Pesaro e Urbino con atto consiliare n.74 del 13 luglio 1998 verrà altresì DEPOSITATO, corredato di tutti i suoi elaborati costitutivi, presso la sede della Provincia di Pesaro e Urbino, di tutti i Comuni e le Comunità Montane della medesima Provincia, nonché, considerata l'opportunità di una più ampia informazione, anche presso la sede della Provincia di Ancona e della Regione Marche.
Ai sensi del combinato disposto dell'art.25 comma 3 e dell'art.22 comma 4 le amministrazioni pubbliche, gli organismi sindacali e professionali nonché gli enti od associazioni possono presentare alla Provincia di Pesaro e Urbino, osservazioni in merito allo schema di P.T.C. adottato, entro sessanta (60) giorni dalla pubblicazione sul supplemento del bollettino ufficiale della Regione Marche, e dai depositi predetti.
Si precisa che, non comportando lo schema di P.T.C. adottato dal Consiglio Provinciale di Pesaro e Urbino, la diretta imposizione di vincoli per i privati, NON SONO AMMISSIBILI LE OSSERVAZIONI DEI SOGGETTI PRIVATI di cui al combinato disposto dell'art.25 comma 3 e dell'art.23 comma 1 della L.R.34/92.
IL SEGRETARIO GENERALE
(Dott. Michele Pretolani)

ESTRATTO DI DELIBERAZIONE CONSILIARE
n. 74 del 13/07/98

Art. 25 L.R. 34/92 - Prima adozione dello schema di Piano territoriale di Coordinamento (PTC).
(Entrano i Consiglieri Sigg. Caraducci Gerardo, Mengucci Marzio, Corbelli Silvio e Clini Claudio, Fiorenzo. Sono presenti n. 27 Consiglieri).
Viene sottoposta all'esame del Consiglio Provinciale la seguente proposta di deliberazione:

IL CONSIGLIO PROVINCIALE


Visto l'art. 15 della legge 8/6/1990, n. 142 che assegna alla Provincia compiti di programmazione e, in particolare, quelli di predisporre e adottare il Piano Territoriale di Coordinamento;
Visto l'art. 25 della Legge Reg. 5/8/1992, n. 34 che disciplina il procedimento di formazione e di pubblicazione del P.T.C.;
Visto lo schema di Piano Territoriale redatto dall'Ufficio Urbanistica con la collaborazione di vari consulenti esterni;
Vista la seguente relazione del Dirigente del Servizio Urbanistica della Provincia ove è dato conto, della struttura che ha operato per la redazione del Piano, della partecipazione alla elaborazione dello stesso, di Comuni e Comunità Montane, degli obiettivi generali e dell'articolazione degli elaborati.
"La struttura operativa
Il presente Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Pesaro e Urbino è stato redatto dagli Uffici dell'Ente con la consulenza generale del Prof. Arch. Giuseppe Campos Venuti, la consulenza operativa del Prof. Arch. Federico Oliva, coadiuvati dagli archh. Paolo Galuzzi e Piergiorgio Vitillo, e con la collaborazione specialistica di esperti nel settore quali:
-i Proff. Paolo Leon e Riccardo Mazzoni per l'inquadramento socio-economico;
-la Dott.ssa Claudia Paci per lo studio del sistema dei trasporti della Provincia;
-l'Università di Urbino - Istituto di Idrogeologia (resp. Prof. Mariano Didiero) per l'elaborazione di uno studio concernente la definizione di criteri di salvaguardia delle emergenze idrogeologiche del territorio provinciale;
-l'Arch. Marco Tamino per la redazione di studi ed analisi urbanistico-territoriali relativi alla conurbanizzazione della Bassa Valle del Foglia;
-l'Università di Urbino - Centro ricerche e studio dei beni culturali marchigiani (resp. Prof. Mario Luni) per la redazione della carta archeologica dell'area costiera provinciale e gli approfondimenti sulle emergenze archeologiche provinciali;
-il Dott. Carlo Urbinati per la revisione del documento di definizione della metodologia per le indagini botanico-vegetazionali da effettuarsi in sede di adeguamento dei P.R.G. al P.P.A.R.;
-lo Studio Tecnico Associato Natur Project per una consulenza generale, l'acquisizione e la fornitura di documentazione conoscitiva relativamente alle attività estrattive.
In data 30.9.96 con disposizione dirigenziale n. 2671/B, è stata istituita, all'interno del Servizio Urbanistica e Beni Ambientali, l'U.O.C. Pianificazione e Sistema Informativo Urbanistico Territoriale con responsabile l'Ing. Mauro Moretti, che, insieme agli altri Uffici del Servizio ed all'Ing. Alberto Paccapelo del Servizio progettazione strade, ha completato gli aspetti analitici del Piano e prodotto, in un rapporto di stretta collaborazione sia con il Dirigente di Servizio Arch. Roberto Biagianti che con i consulenti Prof. Arch. Giuseppe Campos Venuti e Prof. Arch. Federico Oliva, le sintesi necessarie per la definizione degli elaborati definitivi da sottoporre all'adozione del Consiglio Provinciale ed avviare così la fase della sua pubblicazione per giungere poi alla sua approvazione definitiva secondo le procedure fissate dalla L.R. 34/92.
Per pubblicizzare i risultati delle analisi e poi del progetto preliminare sono state promosse alcune iniziative pubbliche, di cui fra le più significative citiamo quelle effettuatesi:
* il 13.3.95 presso la sala consiliare dell'Amministrazione Provinciale per presentare e discutere le linee programmatico-metodologiche sulla cui base si è preceduto alla redazione del Piano terrotoriale di Coordinamento;
* il 30.11.95 per la presentazione dei risultati della prima fase di inquadramento socio-economico dei Proff. Leon e Mazzoni;
* il 9.12.96 in sede di Consiglio Provinciale monotematico, per la presentazione dei primi elaborati analitici del Piano e per un aggiornamento dello stato dei Lavori;
* il 22.05.97 per la presentazione del "Documento di indirizzi in materia di pianificazione urbanistica: criteri per l'adeguamento dei P.R.G. al P.P.A.R. e per la definizione del progetto urbanistico", approvato poi dopo ampia consultazione, dal Consiglio Provinciale il 21.07,97 con delibera n. 76;
* con il seguente calendario:
- 08.04.98 - C.M. Alto e Medio Metauro - Urbania;
- 15.04.98 - C.M. Alta Val Marecchia - Novafeltria;
- 20.04.98 - C.M. del Metauro - Fossombrone;
- 21.04.98 - Comune di Pesaro e Comuni dell'ex-associazione intercomunale;
- 22.04.98 - C.M. del Montefeltro - Carpegna;
- 27.04.98 - C.M. del Catria e Nerone - Cagli;
- 28.04.98 - Comune di Fano e Comuni dell'ex-associazione intercomunale;
- 29.04.98 - C.M. del Catria e Cesano - Pergola;
per le presentazioni della bozza del preliminare del P.T.C. e prime consultazioni con i Sindaci, i Presidenti di C.M. ed i relativi tecnici di tutti i Comuni della Provincia;
* il 22.05.98 per la convocazione della Conferenza delle Autonomie.
Particolarmente utile per gli Uffici è stato inoltre il proficuo e costante rapporto di verifica e confronto sviluppatosi con la V Commissione Consiliare dell'Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino.

Gli obiettivi generali

Nella Regione Marche sono ormai più di cinque anni che le Province hanno competenza piena in materia di approvazione degli strumenti urbanistici comunali; sono circa dieci anni che è in vigore il P.P.A.R., a cui ancora molti P.R.G. comunali devono adeguarsi; sono decenni che i Comuni operano in Urbanistica senza alcun riferimento sovracomunale, né indirizzi omogenei su contenuti, obiettivi e metodi.
Tali premesse evidenziano l'importanza di mettere a regime uno strumento di riferimento che ufficializzi per la prima volta scelte, indirizzi, norme e regole di comportamento condivise finalizzate al conseguimento di alcuni primi obiettivi comuni.
Stante la situazione pregressa di assenza di quadri di riferimento sovracomunali e stante la necessità di indirizzare quanto prima le forme spontanee dello sviluppo in atto verso i binari dell'ordine, razionalità e compatibilità ambientale, si è ritenuto di non vincolare la redazione del primo P.T.C. ad una stesura onnicomprensiva ed esaustiva, sia a livello di analisi che di progetto, relativamente all'insieme delle problematiche che hanno ricaduta e valenza territoriale.
Abbiamo pertanto predisposto uno strumento il più possibile semplice, ma allo stesso tempo non banale, che risultasse di facile lettura e comprensione anche e soprattutto per i non addetti ai lavori e funzionale al proseguimento dei seguenti principali obiettivi:
1) costruzione di "quadro conoscitivo generale" sulle peculiarità e caratteristiche della realtà provinciale vista sotto gli aspetti socio-economici, ambientali ed inseditivo-infrastrutturali a supporto sia, dei "tavoli della concertazione programmatica interistituzionale", sia per valutare, in sede di esame dei P.R.G., l'attendibilità e gli effetti a livello sovracomunale delle scelte urbanistiche significative formulate dai singoli comuni;
2) definizione di indirizzi generali di riferimento per la redazione dei P.R.G. al fine sia di garantire un livello minimo di comunicabilità dei linguaggi e di coerenza degli approcci motodologici, sia di sviluppare una cultura urbanistica locale condivisa e diffusa;
3) individuazione di "unità minime di riferimento intecomunale" finalizzate all'autocoordinamento urbanistico per le scelte che per dimensione e natura non si esauriscono all'interno dei singoli territori comunali e che comunque non assurgono a dimensione di rilievo provinciale;
4) proposizione della "matrice ambientale" di rilievo provinciale su cui concentrare non solo attenzioni di tutela passiva, ma sviluppare anche e soprattutto azioni e progetti di valorizzazione e riqualificazione;
5) proposizione di un "modello di organizzazione" delle reti dei collegamenti, dei poli e delle aree centrali sulla cui base misurare e calibrare nel tempo le scelte programmatiche strutturanti il territorio provinciale;
6) proposizione degli "scenari di riferimento" per il dimensionamento dei P.R.G. come contributo metodologico per proiettare le legittime aspirazioni di sviluppo insediativo verso ipotesi ragionevoli e motivate;
7) proposizione di procedure semplificate per l'approvazione degli strumenti urbanistici comunali tramite proposte di modifica della Legge Urbanistica Regionale.
L'articolazione e gli elaborati
Nel suo sviluppo il Piano Territoriale di Coordinamento, come già specificato nell'introduzione dei Proff. Arch. G. Campos Venuti e F. Oliva, si articola fondamentalmente seguendo la scansione dei sistemi strutturanti il territorio nel suo complesso: sistema socio-economico, sistema ambientale e sistema insediativo-infrastrutturale.
Per facilitare la lettura del complesso degli elementi conoscitivi prodotti e dell'insieme delle proposte formulate è stata adottata la soluzione di sintetizzare gli aspetti salienti del lavoro, in tre "Atlanti" (1- Matrice socio-economica; 2- Matrice ambientale; 3- Matrice insediativo-infrastrutturale) nei quali i contenuti del P.T.C. si sviluppano come un "racconto" lineare dove i vari episodi che lo scandiscono sono comunque sempre logicamente interrelati sia nella loro rappresentazione letterale che cartografica.
Tale rappresentazione del P.T.C. ci è sembrata utile per rispondere alla duplice esigenza di avere da un lato un documento facilmente "manovrabile" ed integrabile con le nuove acquisizioni ed approfondimenti che nel tempo saranno prodotti, dall'altro uno strumento di immediata accessibiltà e comprensione, all'insegna del diritto alla chiarezza e trasparenza di cui troppo spesso gli strumenti urbanistici in genere difettano.
A tale supporto di detti "Atlanti" è stato prodotto un importante documento che fà parte integrante del P.T.C., dal titolo "Documento di indirizzi in materia di pianificazione urbanistica: criteri per l'adeguamento dei P.R.G. al P.P.A.R. e per la definizione del progetto urbanistico"."
Ritenuto che lo schema di P.T.C. in esame sia stato redatto nel pieno rispetto delle indicazioni contenute nell'art. 15, comma 2, della legge 8.6.1990 n. 142 e abbia avuto la più ampia partecipazione dei Comuni e delle Comunità urbane della Provincia come richiesto dall'art. 21 comma 8, della Legge Regionale 5.8.1992 n, 34;
Ritenuto quindi di deliberare l'adozione secondo la procedura prevista dall'art. 25 della L.R. n. 34 citata;
Visto il parere di regolarità tecnica reso dal Dirigente del Servizio Urbanistica Dott. Arch. Roberto Biagianti;
Visto l'art. 32, comma 2 lett. b) della legge 8.6.1990 n. 142

DELIBERA


I) Di adottare lo schema di Piano Territoriale di Coordinamento corredato dai seguenti elaborati che, allegati al presente atto, ne costituiscano parte integrante:
0) Note introduttive al P.T.C. e regole e criteri per la copianificazione;
1) Atlante della matrice socio-economica;
2) Atlante della matrice ambientale;
3) Atlante della matrice insediativo-infrastrutturale;
3.1) Atlante della mobilità e del trasporto pubblico locale;
4) Documento di indirizzi in materia di pianificazione urbanistica.
II) Di pubblicare il presente schema di P.T.C. nel Bollettino Ufficiale della Regione Marche e di depositarlo presso la Sede della Provincia, in tutti i Comuni della Provincia e in tutte le Comunità Montane della Provincia.
III) Di trasmettere il presente schema di P.T.C. alla Conferenza Provinciale delle Autonomie per il parere prescritto dall'art. 25, comma 3, della Legge Regionale n. 34/92.
IV) Le Amministrazioni Pubbliche , gli organismi sindacali e professionali nonché gli Enti ed Associazioni possono presentare osservazioni alla Giunta Provinciale entro 60 giorni dalla Pubblicazione e depositi predetti.
V) Di precisare che non comportando la presente bozza di P.T.C. la diretta imposizione di vincoli, non sono ammissibili le osservazioni dei soggetti privati di cui all'art. 23, comma 1, della L.R. 34/92.
Conclusasi la discussione generale, il cui resoconto integrale, così come trascritto dalla registrazione magnetica, verrà conservato in fascicolo, il Presidente informa che, a norma dell'art. 80 del regolamento del Consiglio, durante la discussione sono stati presentati per iscritto n. 14 emendamenti e un ordine del giorno.
Dà quindi inizio alla discussione relativamente alle proposte di emendamento secondo l'ordine di presentazione.
I Consiglieri firmatari delle proposte di emendamento dichiarano di non dover ulteriormente illustrare gli emendamenti stessi avendolo già fatto ampiamente in sede di discussione generale.
(Escono i Consiglieri Sigg. Isotti Manuela, Montanari Maria Pia e Olivieri Sauro. Sono presenti n. 24 Consiglieri)
Si procede pertanto alla votazione sulle singole proposte di emendamento.
EMENDAMENTO N. 1 - primo firmatario Pierugo Boni.
"Regole e criteri per la pianificazione - elaborato "0" punto 7, lettera "B" "
Eliminare la frase che inizia con le parole "Sono specificatamente soggetti agli accordi..." e termina con le parole "... di smaltimento di rifiuti".
Voti favorevoli n. 8
Voti contrari n... 16
Respinto.
(Rientra il Consigliere Sig.ra Montanari. Sono presenti n. 25 Consiglieri).
EMENDAMENTO N. 2 - primo firmatario Pierugo Boni.
"Regole e criteri per la pianificazione - elaborato "0" - punto 8, ultimo capoverso".
Eliminare l'ultimo capoverso che inizia con le parole "le aree elementari..." e finisce con le parole "...ad essi confinanti"
Voti favorevoli n. 9
Voti contrari n. 16
Respinto.
EMENDAMENTO N. 3 - primo firmatario Pierugo Boni.
"Documento di indirizzi in materia di pianificazione urbanistica - elaborato "4" - pagina 45".
Eliminare il primo capoverso che inizia con le parole "le zone e i contesti..." e finisce con le parole "... esigenze di sviluppo".
Voti favorevoli n. 25
Voti contrari nessuno.
Approvato all'unanimità.
EMENDAMENTO N. 4 - primo firmatario Pierugo Boni.
"Documento di indirizzi in materia di pianificazione urbanistica - elaborato "4" - pagina 71".
a) Dividere l'unità elementare minima n. 1 in due unità corrispondenti ai Comuni di Casteldelci, Pennabilli e Sant'Agata Feltria ed ai Comuni di Maiolo, Novafeltria, San Leo e Talamello.
b) Dividere l'unità elementare minima n. 9 separando il Comune di Fermignano dai Comuni di Urbino e Petriano.
Su richiesta dei Consiglieri Vicini e Marchi viene posto in votazione distintamente per la parte relativa ai Comuni della Valmarecchia da quella relativa agli altri Comuni.
La votazione relativa alla parte "a)" (Comuni della Valmarecchia) dà il seguente esito:
Voti favorevoli n. 11
Voti contrari n. 14
La votazione relativa alla parte "b" (comuni di Fermignano, Urbino e Petriano) dà il seguente esito:
Voti favorevoli n. 9
Voti contrari n. 16
Emendamento respinto.
(Rientra il Consigliere Sig. Olivieri Sauro ed escono i Consiglieri Sigg. Mengucci Marzio e Coraducci Gerardo. Sono presenti n. 24 Consiglieri).
EMENDAMENTO N. 5 - primo firmatario Pierugo Boni.
"Sistema mobilità tavola 6C - elaborato "3"
matrice insediamento infrastrutturale - tavola 9A"
Ripristinare il punto 6C (stato di fatto della viabilità costiera e previsioni dei PRG) e le previsioni della tavola 9A relativamente alla circonvallazione del Comune di Pesaro, come era stato indicato dai medesimi documenti datati settembre 97 prima dell'aggiornamento datato maggio e giugno 98.
Su questa proposta di emendamento si apre un'ampia discussione dalla quale emerge che la modifica dell'elaborato grafico 9A del settembre 97 si è resa necessaria a seguito della mutata decisione del Comune di Pesaro che ha ridimensionato il progetto iniziale di circonvallazione.
Il Consigliere Boni integra quindi la sua proposta di emendamento con la seguente frase:
"Precisando che la circonvallazione del Comune di Pesaro si intende modificata rispetto alla tavola 9A originaria del settembre 97 con il tratto "bivio Trebbiantico - Bettola - Strada Statale Adriatica".
Il Presidente della Provincia Bernardini afferma che per quanto riguarda la cosiddetta circonvallazione di Pesaro, che tale non è perché si tratta di strada comunale interquartieri, il P.T.C. la indica fino all'incrocio con la Montelabbatese perché le riconosce una valenza strategica. Per quanto riguarda invece il tratto tra la Montelabbatese e il Fosso Sejore che non è indicato, propone che venga indicato con un segno tratteggiato di colore diverso dall'arancione, seguendo all'incirca la viabilità esistente e precisando che detto percorso sarà oggetto di progettazione da concertare.
L'emendamento Boni, integrato, posto in votazione, viene respinto come segue:
Voti favorevoli n. 8
Voti contrari n. 14
Astenuti n. 2
L'emendamento Bernardini (n. 5 bis), posto ai voti, viene invece approvato come segue: Voti favorevoli n. 13
Voti contrari n. 1
Astenuti n. 10
EMENDAMENTO N. 6 - primo firmatario Colucci.
"Elaborato 0 - Regole e criteri per la coopianificazione. Punto 6 Efficacia".
Stralciare alla fine del punto "sin dalla sua adozione"
A tale emendamento viene abbinato altro emendamento di contenuto analogo presentato dai consiglieri Marchi e Vicini.
Dopo discussione, riconosciuto che le norme di salvaguardia scattano comunque dall'adozione del P.T.C. in effetto dell'art. 38 della legge regionale n. 34/92, i proponenti decidono di ritirare gli emendamenti.
(Escono i Consiglieri Sigg. Battistini Ennio, Marchi Dante e Ucchielli Palmiro. Sono presenti n. 21 Consiglieri)
EMENDAMENTO N. 7 - Primo firmatario Colucci.
Elaborato 0 - Regole e criteri per la coopianificazione. Punto 7. Attuazione.
Sostituire la parola "omogeneità" con la parola "compatibilità".
Viene approvato all'unanimità dai 21 Consiglieri presenti e votanti.
EMENDAMENTO N. 8 - Primo firmatario Colucci.
Elaborato 0 - Regole e criteri per la coopianificazione. Punto 7. Attuazione.
Aggiungere dopo "criteri": "sia rispetto ad autonomi processi progettuali, non in contrasto con gli indirizzi fondamentali del P.T.C.".
Viene approvato all'unanimità dai 21 Consiglieri presenti e votanti.
EMENDAMENTO N. 9 - Primo firmatario Colucci.
Elaborato 0 - Regole e criteri per la coopianificazione.
Venga redatto un capitolo "Termini e definizioni" in quanto, essendo nel campo urbanistico molti termini di uso corrente utilizzati con significati specifici o ristretti rispetto alla vasta gamma delle definizioni date dal vocabolario, vi è la assoluta necessità di chiarire e unificare i termini fondamentali che si applicano nel P.T.C..
L'emendamento viene ritirato.
(Rientra il Consigliere Marchi Dante. Sono presenti n. 22 Consiglieri).
EMENDAMENTI N. 10 E N. 11 - Primo firmatario Colucci.
I due emendamenti vengono votati insieme trattandosi di una modifica terminologica.
4.1.1. Le nuove costruzioni - Volumi (pag. 73)
4.1.2. Le nuove costruzione - Ubicazione (pag. 73)
Sostituire la parola "dovranno" con la parola "dovrebbero"
I due emendamenti vengono approvati all'unanimità dai 22 Consiglieri presenti e votanti.
(Rientra il Consigliere Sig. Ucchielli Palmiro. Sono presenti n. 23 Consiglieri).
EMENDAMENTO N. 12 - Primo firmatario Colucci.
Elaborato 4 - Indirizzi per la disciplina degli interventi di trasformazione del territorio.
Ove si parla di impermeabilizzazione del terreno, occorre precisare che la stessa andrà rapportata alla natura dei terreni e delle falde.
L'emendamento viene approvato all'unanimità dai 23 consiglieri presenti e votanti.
EMENDAMENTO N. 13 - Primo firmatario Colucci.
Elaborato 0 - Regole e criteri per la coopianificazione.
Punto 5 - Caratteri e contenuti della disciplina del PTC.
Stralciare alla fine del punto "purché questi risultino inequivocabilmente più funzionali a perseguire una più elevata qualità progettuale complessiva sia a livello di rappresentazione e leggibilità sia a livello di risultato".
Voti favorevoli n. 19
Voti contrari n. 4
Approvato.
EMENDAMENTO N. 14 - Primo firmatario Borra.
Tavola 9A dell'Atlante n. 3.
Ripristino del tracciato della variante che bypassa il centro abitato di Rio Salso così come era previsto nella tavola 9A della prima bozza del P.T.C..
Approvato all'unanimità dai 23 Consiglieri presenti e votanti.
A questo punto il Presidente Sorcinelli invita a dare lettura della proposta di ordine del giorno presenta dai gruppi di maggioranza. Vi provvede il Presidente della Provincia Bernardini. L'ordine del giorno recita:

L'INFLUENZA DELLA FISCALITA' NELLE POLITICHE URBANISTICHE,

NECESSITA' DI STRUMENTI DI PEREQUAZIONE.
Una delle questioni poco analizzate nella pianificazione urbanistica è l'intreccio formidabile che esiste tra le questioni urbanistiche, le questioni tributarie, un intreccio ancora non pienamente compreso per i problemi ed i limiti che pone alla programmazione territoriale di area vasta.
In alcune situazioni gli oneri di urbanizzazione, il contributo di costruzione e l'ICI rappresentano il 40-45% delle entrate comunali e, a queste, vanno aggiunte le entrate conseguenziali come la tassa di raccolta di smaltimento dei rifiuti solidi e urbani, il canone per la raccolta e depurazione delle acque e addizionali su IREP e sull'energia elettrica.
Nonostante si debba ritenere che l'evasione dell'ICI per le aree fabbricabili sia molto consistente, queste fonti sono la base sostanziale degli investimenti di un comune e spesso anche delle loro politiche di spesa corrente, esemplificativamente sono state valutate le situazioni di alcuni comuni a campione della provincia con circa 4000 abitanti e si è notato che a parità di aliquota tra un comune a forte sviluppo e un comune a medio sviluppo solo per l'ICI la differenza di entrate annue può arrivare a circa 1.000.000.000.
E' evidente pertanto che tasse e tributi comunali hanno un loro consistente peso nel determinare la volontà di incrementare le superfici destinate ad espansione urbanistica, a questi vantaggi vanno aggiunte le conseguenze favorevoli determinate dall'afflusso di popolazione giovane con quanto questa provoca di indotto sulle attività commerciali e produttive.
E' estremamente difficile quindi chiedere, in presenza dell'attuale regime delle entrate, ad un comune, collocato in un'area potenzialmente in sviluppo, di contenere le espansioni, sia che la richiesta venga formulata per necessità di riequilibrio territoriale che di salvaguardia ambientale in nome di non si sa quale vantaggio futuro, va quindi valutato con grave preoccupazione il fatto che le entrate di fiscalità sono quasi esclusivamente riferite alla questione della casa, della edificazione, delle costruzioni.
Se si vuole attuare una seria politica di pianificazione di area vasta risulta pertanto evidente la necessità di trovare strumenti di compensazione anche perché normalmente i comuni più sacrificati sono quelli che si devono far carico del mantenimento e della sorveglianza di notevoli aree di valore naturale o di un consistente patrimonio storico artistico, anche se esistono evidenti limiti oggettivi al riequilibrio di natura giuridico-istituzionali legati all'autonomia finanziari dei comuni, ai vincoli di destinazione di legge su alcune fonti di entrata comunale (come le entrate per oneri di urbanizzazione) o ai limiti costituzionali al potere legislativo regionale in materia tributaria.
In primo luogo pertanto sarebbe auspicabile una revisione nazionale del sistema della fiscalità che renda più indifferente le scelte di politiche di sviluppo rispetto alle entrate comunali in secondo luogo si chiede che venga potenziata la consistenza degli attuali trasferimenti del fondo di perequazione degli squilibri della fiscalità locale.
Sollevare queste questioni in sede di adozione di PTC è doveroso per l'influenza che le questioni legate alla fiscalità hanno nelle scelte urbanistiche anche se ci rendiamo conto che è sicuramente un tema che dovrà essere approfondito con analisi più puntuali; la Conferenza Provinciale delle Autonomie oltre che il Consiglio Provinciale rappresentano le giuste sedi in cui attivare tale riflessione e confronto con tutto il sistema delle autonomie.
Pertanto

IL CONSIGLIO PROVINCIALE


invita il Parlamento italiano a considerare le indicazioni sopra riportate in sede di rivisitazione del sistema tributario locale affinché le scelte urbanistiche di area vasta non siano più pregiudizievoli per le risorse finanziarie degli Enti Locali."
Dopo la lettura si passa alla votazione.
L'ordine del giorno viene approvato come segue:
Voti favorevoli n. 22
Astenuti n. 1
(In precedenza sono entrati i Consiglieri Sigg. Coraducci Gerardo, Mengucci Marzio, Corbelli Silvio e Clini Claudio Fiorenzo e sono usciti i Consiglieri Sigg. Isotti Manuela, Battistini Ennio, Mengucci Marzio e Coraducci Gerardo. Sono presenti n. 23 Consiglieri).
Infine il Presidente Sorcinelli pone in votazione la proposta di adozione dello Schema di P.T.C. modificato con riferimento agli emendamenti accolti nn. 3. 5bis, 7, 8, 10 e 11, 12, 13 e 14.
La votazione dà il seguente esito:
Consiglieri presenti e votanti n. 23
Voti favorevoli n. 16
Voti contrari n. 7
Il Presidente proclama approvata la deliberazione e, quindi, adottato lo schema di P.T.C..

NOTE INTRODUTTIVE AL P.C.T.
E REGOLE E CRITERI PER LA
COOPIANIFICAZIONE


PREMESSA
Dott. Pier Damiano Mandelli
Al di là degli indirizzi e delle scelte che il presente P.T.C. propone, sui cui contenuti in sede di pubblicazione potranno essere proposte le integrazioni e le ridefinizioni ritenute necessarie, risulta comunque evidente il valore che esso rappresenta non solo come momento di lettura sintetica e complessiva dei multiformi aspetti che contraddistinguono le specificità delle nostre realtà territoriali, ma anche come esperienza di lavoro che ha coinvolto direttamente la gran parte degli Uffici provinciali in una proficua dimensione di confronto ed elaborazione culturale interdisciplinare ed intersettoriale.
E' già questo senza dubbio un primo importante risultato conseguito, che ci rassicura rispetto anche ai significativi ruoli di indirizzo e coordinamento che la Provincia, quale Ente intermedio, sarà sempre più chiamata a svolgere.
RELAZIONE INTRODUTTIVA
di Giuseppe Campos Venuti e Federico Oliva
La costruzione di un PTCP "strutturale"
Nei primi documenti programmatici di impostazione del PTCP veniva definito un modello di piano provinciale come possibile incrocio tra una componente strutturale (ambiente) e una componente programmatica (insediamenti e infrastrutture).
Infatti, il PTCP nasce da un lato come risposta alla domanda di scelte strategiche, strutturali, di lunga prospettiva e dall'altro a quelle realmente ipotizzabili e concretamente operabili da selezionare tra quelle proposte o rivendicate, sulla base delle potenzialità finanziarie effettivamente spendibili e/o prefigurabili nel tempo, intorno alle quali far confluire la discussione e poi la decisione di enti e istituzioni pubbliche e degli stessi operatori privati. Perché sia così possibile stabilire un quadro di riferimento certo, all' interno del quale collocare le diverse scelte specifiche individuali e collettive. E da questo punto di vista il PTCP deve rispondere alla sua componente programmatica.
Dall' altro lato, invece, il PTCP, strumento individuato per la pianificazione di area vasta, deve soddisfare la domanda sempre più pressante di criteri inderogabili di carattere ambientale; criteri che non siano stabiliti caso per caso - o magari a posteriori limitandosi ad utilizzare esclusivamente la Valutazione di Impatto Ambientale-, ma che condizionino a priori con i propri contenuti ecologici, l' intero sistema degli interventi sul territorio, rappresentando così i punti fissi, un sistema di invarianti e quindi la componente ambientale del PTCP.
Insomma da una parte le scelte temporali, prioritarie, nel tempo finanziabili per massimizzare l'efficienza funzionale sul territorio e dall' altra parte le scelte atemporali, aprioristiche, condizionanti per garantire la qualità ambientale sul territorio.
La forma strutturale del PTCP era stata confermata dal documento dell'INU per la riforma urbanistica ("La riforma urbanistica: i principi e le regole", novembre 1995) e ancora più esplicitamente dall'ultimo documento dell'Istituto ("La nuova legge urbanistica: Indirizzi per la riforma del processo di pianificazione della città e del territorio", novembre 1997). Da questi emerge un modello di PTCP praticabile ed equilibrato, fatto di indicazioni operative in grado di incidere effettivamente sulla pianificazione dei Comuni.
L'approccio strutturale del PTCP era peraltro stato ampiamente confermato nell'introduzione al "Documento di indirizzi in materia di pianificazione urbanistica: criteri per l'adeguamento dei PRG al PPAR e per la definizione del progetto urbanistico" (marzo 1997), in cui veniva ipotizzato un PTCP organizzato su sistemi strutturali:
- il sistema infrastrutturale (per il quale fornire indicazioni programmatiche e concretamente fattibili);
- il sistema ambientale (che determina le invarianti strutturali di progetto e i vincoli ambientali atemporali non indenizzabili);
- il sistema insediativo (definito all'interno della strumentazione urbanistica comunale, da articolare attraverso gli indirizzi forniti per i piani locali).
Viene in questo modo delineato e proposto un PTCP con caratteri strutturali che non determina vincoli (eccetto quelli ambientali), non garantisce diritti individuali, non ha effetti diretti di conformazione delle proprietà, si attua in generale attraverso le procedure della copianificazione e della gestione urbanistica ordinaria.
Il livello di piano provinciale dovrebbe quindi rappresentare un elemento di semplificazione dell'intero sistema di pianificazione, territorializzando gli indirizzi regionali di programmazione e alleggerendo il piano comunale da tutti i compiti di cui il piano comunale si è fatto impropriamente carico in questi anni e che non ha mai potuto effettivamente gestire. La vera semplificazione che il PTCP può garantire è legata al principio e alla pratica della copianificazione, finalizzata a coinvolgere nel processo tutti gli enti pubblici, le aziende e i differenti soggetti che hanno un ruolo istituzionale nella trasformazione e gestione del territorio.
La copianificazione diventa quindi il principale strumento dell'attuazione del PTCP. Un ruolo determinante nella gestione del piano provinciale sarà quindi svolto dai servizi della programmazione e della pianificazione della Provincia, che dovrà sempre più attrezzarsi per svolgere compiutamente questo compito.
I caratteri strutturali del PTCP
Gli elaborati del Preliminare evidenziano chiaramente la forma strutturale del PTCP precedentemente illustrata, e presentano alcuni aspetti peculiari e innovativi, che a nostro parere caratterizzano il piano della Provincia di Pesaro e Urbino.
a) il PTCP è presentato sotto forma di tre Atlanti, che esaminano e sviluppano gli aspetti socio - economici, ambientali ed insediativo-infrastrutturali della realtà provinciale; ad essi è connesso il "Documento di indirizzi in materia di pianificazione urbanistica" che costituisce la base d'appoggio del sistema progettuale del Piano.
b) Ogni Atlante si compone di tavole tematiche e per la maggior parte di queste vengono illustrati la descrizione del tematismo, le ricadute operative dello stesso e gli indirizzi normativi e gestionali.
E' in questo modo proposta la revisione della tradizionale struttura dei piani, articolata nelle tre parti fondamentali rappresentate dalla relazione, dalla cartografia e dalle norme di attuazione, ripresa dal modello "storico" del piano comunale.
Il piano provinciale non si struttura quindi con una specifica relazione descrittiva delle proposte, con cartografie che riportano l'esito finale delle trasformazioni possibili, con norme di attuazione che dispongono le regole o le prescrizioni delle trasformazioni. La strumentazione del piano viene complessivamente suddivisa fra condizioni prescrittive dirette, determinate prevalentemente dalla componente ambientale del piano e indirizzi programmatici indiretti, relativi sostanzialmente al sistema infrastrutturale e insediativo.
Per ogni tematismo vengono individuati contenuti, obiettivi, ricadute e regole per la sua gestione nel processo di pianificazione, indicando le procedure da seguire, le amministrazioni, gli enti e le aziende da coinvolgere nella copianificazione.
Il PTCP modifica infine i rapporti fra la pianificazione provinciale, i piani comunali, i differenti livelli di governo del territorio.
Per quanto riguarda il rapporto tra il PTCP e i PRG, vengono delineati:
a) la semplificazione del sistema analitico dei piani: le analisi e le conoscenze prodotte dal PTCP rendono infatti meno oneroso (anche dal punto di vista finanziario) il lavoro preparatorio dei PRG, oltre a determinare un approccio omogeneo alle problematiche, che garantisce da un lato il coordinamento della Provincia, dall'altro la possibilità di una istruttoria rapida ed efficace dei piani.
b) la totale autonomia delle scelte che competono ai Comuni, per dare una risposta vera e coerente al principio di sussidiarietà: la Provincia interviene infatti solo per le problematiche di propria competenza; per il resto, sia che riguardi il livello comunale, sia il livello regionale, il PTCP propone una soluzione, da gestire con le procedure della copianificazione (come ad esempio le "aree da assoggettare a iniziative concertate di programmazione").
Per quanto riguarda il rapporto tra il PTCP e i differenti livelli di governo del territorio, vengono in particolare delineati:
a) il consolidamento del ruolo programmatorio e non pianificatorio delle scelte della Regione, come testimoniato dai recenti documenti del Piano di Inquadramento Territoriale (PIT) della Regione ("Forma, contenuti, metodologia di elaborazione", luglio 1997).
b) il recepimento di indicazioni generali per il sistema infrastrutturale di rilevanza nazionale e regionale (come ad esempio il "corridoio adriatico" e la la stessa Fano -Grosseto);
c) il perfezionamento e il dettaglio, ad una scala maggiormente appropriata, delle scelte del Piano Paesistico Provinciale Ambientale Regionale.
Queste sono le caratteristiche principali ed i contenuti disciplinari innovativi espressi dal Preliminare di PTC, che potranno essere approfonditi e dettagliati nell'importante fase di verifica che si apre con la sua adozione e conseguente pubblicazione.


CONSIDERAZIONI PRELIMINARI
di Roberto Biagianti
La struttura operativa
Il presente Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Pesaro e Urbino è stato redatto dagli Uffici dell'Ente con la consulenza generale del Prof. Arch. Giuseppe Campos Venuti, la consulenza operativa del Prof. Arch. Federico Oliva, coadiuvati dagli archh. Paolo Galuzzi e Piergiorgio Vitillo, e con la collaborazione specialistica di esperti nel settore quali:
- i Proff. Paolo Leon e Riccardo Mazzoni per l'inquadramento socio-economico;
- la Dott.ssa Claudia Paci per lo studio del sistema dei trasporti della Provincia;
- l'Università di Urbino - Istituto di Idrogeologia (resp. Prof. Mariano Didero) per l'elaborazione di uno studio concernente la definizione di criteri di salvaguarda delle emergenze idrogeologiche del territorio provinciale;
- l'Arch. Marco Tamino per la redazione di studi ed analisi urbanistico-territoriali relativi alla conurbanzione della Bassa Valle del Foglia;
- l'Università di Urbino - Centro ricerche e studio dei beni culturali marchigiani (resp. Prof. Mario Luni) per la redazione della carta archeologica dell'area costiera provinciale e gli approfondimenti sulle emergenze archeologiche provinciali;
- il Dott. Carlo Urbinati per la revisione del documento di definizione della metodologia per le indagini botanico-vegetazionali da effettuarsi in sede di adeguamento dei P.R.G. al P.P.A.R.;
- lo Studio Tecnico Associato Natur Project per una consulenza generale, l'acquisizione e la fornitura di documentazione conoscitiva relativamente alle attività estrattive.
In data 30.9.96 con disposizione dirigenziale n. 2671/B, è stata istituita, all'interno del Servizio Urbanistica e Beni Ambientali, l'U.O.C. Pianificazione e Sistema Informativo Urbanistico Territoriale con responsabile l'Ing. Mauro Moretti, che, insieme agli altri Uffici del Servizio ed all'Ing. Alberto Paccapelo del Servizio progettazione strade, ha completato gli aspetti analitici del Piano e prodotto, in un rapporto di stretta collaborazione sia con il sottoscritto che con i consulenti Prof. Arch. Giuseppe Campos Venuti e Prof. Arch. Federico Oliva, le sintesi necessarie per la definizione degli elaborati definitivi da sottoporre all' adozione del Consiglio Provinciale ed avviare così la fase della sua pubblicazione per giungere poi alla sua approvazione definitiva secondo le procedure fissate dalla L.R. 34/92.
Per pubblicizzare i risultati delle analisi e poi del progetto preliminare sono state promosse alcune iniziative pubbliche, di cui fra le più significative citiamo quelle effettuatesi:

* il 13.3.95 presso la sala consiliare dell'Amministrazione Provinciale per presentare e discutere le linee programmatico-metodologiche sulla cui base si è preceduto alla redazione del Piano Territoriale di Coordinamento;
* il 30.11.95 per la presentazione dei risultati della prima fase di inquadramento socio-economico dei Proff. Leon e Mazzoni;
* il 9.12.96 in sede di Consiglio Provinciale monotematico, per la presentazione dei primi elaborati analitici del Piano e per un aggiornamento dello stato dei lavori;
* il 22.05.97 per la presentazione del "Documento di indirizzi in materia di pianificazione urbanistica: criteri per l'adeguamento dei P.R.G. al P.P.A.R. e per la definizione del progetto urbanistico", approvato poi, dopo ampia consultazione, dal Consiglio Provinciale il 21.07.97 con delibera n. 76;
* con il seguente calendario :
- 8.04.98 - C.M. Alto e Medio Metauro - Urbania;
- 15.04.98 - C.M. Alta Val Marecchia - Novafeltria;
- 20.04.98 - C.M. del Metauro - Fossombrone;
- 21.04.98 - Comune di Pesaro e Comuni dell'ex-associazione intercomunale;
- 22.04.98 - C.M. del Montefeltro - Carpegna;
- 27.04.98 - C.M. del Catria e Nerone - Cagli;
- 28.04.98 - Comune di Fano e Comuni dell'ex-associazione intercomunale;
- 29.04.98 - C.M. del Catria e Cesano - Pergola;
per le presentazioni della bozza del preliminare del P.T.C. e prime consultazioni con i Sindaci, i Presidenti di C.M. ed i relativi tecnici di tutti i Comuni della Provincia;
* il 22.05.98 per la convocazione della Conferenza delle Autonomie.
Particolarmente utile per gli Uffici è stato inoltre il proficuo e costante rapporto di verifica e confronto sviluppatosi con la V Commissione Consiliare dell'Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino.
Gli obiettivi generali
Nella Regione Marche sono ormai più di cinque anni che le Province hanno competenza piena in materia di approvazione degli strumenti urbanistici comunali; sono circa dieci anni che è in vigore il P.P.A.R., a cui ancora molti P.R.G. comunali devono adeguarsi; sono decenni che i Comuni operano in urbanistica senza alcun riferimento sovracomunale, nè indirizzi omogenei su contenuti, obiettivi e metodi.
Tali premesse evidenziano l'importanza di mettere a regime uno strumento di riferimento che ufficializzi per la prima volta scelte, indirizzi, norme e regole di comportamento condivise finalizzate al conseguimento di alcuni primi obiettivi comuni.
Stante la situazione pregressa di assenza di quadri di riferimento sovracomunali e stante la necessità di indirizzare quanto prima le forme spontanee dello sviluppo in atto verso i binari dell'ordine, razionalità e compatibilità ambientale, si è ritenuto di non vincolare la redazione del primo P.T.C. ad una stesura onnicomprensiva ed esaustiva, sia a livello di analisi che di progetto, relativamente all'insieme delle problematiche che hanno ricaduta e valenza territoriale.
Abbiamo pertanto predisposto uno strumento il più possibile semplice, ma allo stesso tempo non banale, che risultasse di facile lettura e comprensione anche e soprattutto per i non addetti ai lavori e funzionale al perseguimento dei seguenti principali obiettivi:
1) costruzione di "quadro conoscitivo generale" sulle peculiarità e caratteristiche della realtà provinciale vista sotto gli aspetti socio-economici, ambientali ed inseditivo-infrastrutturali a supporto sia, dei "tavoli della concertazione programmatica interistituzionale", sia per valutare, in sede di esame dei P.R.G., l'attendibilità e gli effetti a livello sovracomunale delle scelte urbanistiche significative formulate dai singoli comuni;
2) definizione di indirizzi generali di riferimento per la redazione dei P.R.G. al fine sia di garantire un livello minimo di comunicabilità dei linguaggi e di coerenza degli approcci metodologici, sia di sviluppare una cultura urbanistica locale condivisa e diffusa;
3) individuazione di "unità minime di riferimento intercomunale" finalizzate all'autocoordinamento urbanistico per le scelte che per dimensione e natura non si esauriscono all'interno dei singoli territori comunali e che comunque non assurgono a dimensione di rilievo provinciale;
4) proposizione della "matrice ambientale" di rilievo provinciale su cui concentrare non solo attenzioni di tutela passiva, ma sviluppare anche e soprattutto azioni e progetti di valorizzazione e riqualificazione;
5) proposizione di un "modello di organizzazione" delle reti dei collegamenti, dei poli e delle aree centrali sulla cui base misurare e calibrare nel tempo le scelte programmatiche strutturanti il territorio provinciale;
6) proposizione degli "scenari di riferimento" per il dimensionamento dei P.R.G. come contributo metodologico per proiettare le legittime aspirazioni di sviluppo insediativo verso ipotesi ragionevoli e motivate;
7) proposizione di procedure semplificate per l'approvazione degli strumenti urbanistici comunali tramite proposte di modifica della legge urbanistica regionale.
L'articolazione e gli elaborati
Nel suo sviluppo il Piano Territoriale di Coordinamento, come già specificato nell'introduzione dei Proff. Archh. G. Campos Venuti e F. Oliva, si articola fondamentalmente seguendo la scansione dei sistemi strutturanti il territorio nel suo complesso: sistema socio-economico, sistema ambientale e sistema insediativo-infrastrutturale.
Per facilitare la lettura del complesso degli elementi conoscitivi prodotti e dell'insieme delle proposte formulate è stata adottata la soluzione di sintetizzare gli aspetti salienti del lavoro, in tre "Atlanti" (1- Matrice socio-economica; 2- Matrice ambientale ; 3- Matrice insediativo-infrastrutturale) nei quali i contenuti del P.T.C. si sviluppano come un "racconto" lineare dove i vari episodi che lo scandiscono sono comunque sempre logicamente interrelati sia nella loro rappresentazione letterale che cartografica.
Tale rappresentazione del P.T.C. ci è sembrata utile per rispondere alla duplice esigenza di avere da un lato un documento facilmente "manovrabile" ed integrabile con le nuove acquisizioni ed approfondimenti che nel tempo saranno prodotti, dall'altro uno strumento di immediata accessibilità e comprensione, all'insegna del diritto alla chiarezza e trasparenza di cui troppo spesso gli strumenti urbanistici in genere difettano.
A supporto di detti "Atlanti" è stato prodotto un importante documento che fà parte integrante del P.T.C., dal titolo "Documento di indirizzi in materia di pianificazione urbanistica: criteri per l'adeguamento dei P.R.G. al P.P.A.R. e per la definizione del progetto urbanistico".
Inoltre è da evidenziare che a corredo dei documenti di Piano sopradetti sono state prodotte proposte di modifica sia del Regolamento Edilizio Tipo regionale sia della L.R. 34/92 "Norme in materia urbanistica, paesaggistica e di assetto del territorio", non solo per semplificare e razionalizzarne in prima istanza i contenuti, ma anche per renderli più aderenti ai concetti di autonomia e sussidiarietà nel frattempo maturati.



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